NOTIZIE AGENZIA FIDES 20 MAGGIO

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Messaggio  Admin il Ven Mag 20, 2011 10:09 pm

EUROPA - Evangelizzazione, giovani, dialogo nel continente all'esame dei gesuiti

Roma (Agenzia Fides) - Si è tenuta recentemente una riunione speciale del Consiglio della Conferenza dei Provinciali Europei gesuiti (CEP) per concretizzare un piano strategico di azione per i prossimi tre/quattro anni. Secondo le informazioni inviate all'Agenzia Fides dalla Curia generale, il Presidente dell'incontro, padre John Dardis, ha riassunto in questi termini i punti principali affrontati: "Innanzitutto abbiamo preso in considerazione l'evangelizzazione e la sua importanza in tutta Europa, in un momento di grande secolarizzazione. Il carisma dei gesuiti è di apertura alla cultura, incontrare Dio in tutte le cose e aiutare le persone affinché anch'esse lo incontrino. Questo è il nostro particolare contributo alla Chiesa. Una seconda idea fondamentale nei nostri dibattiti è stata il prestare una particolare attenzione ai giovani. Ovunque i giovani hanno una fame profonda e una grande potenzialità. Saremo capaci di aiutarli a far emergere questo potenziale e a svi! lupparlo? Per quanto riguarda il dialogo interreligioso, è stato sottolineato il fatto che si tratta in realtà di più dialoghi. L'islam non è l'unico gruppo con cui dobbiamo dialogare, anche se forse è il dialogo più complesso e difficile. Non dobbiamo dimenticare nemmeno il dialogo ecumenico tra tutte le Chiese Cristiane. Infine abbiamo insistito sull'importanza di aiutare il rinnovamento della Chiesa in tutta Europa". (SL) (Agenzia Fides 20/5/2011)



AFRICA/COSTA D'AVORIO - "Ancora 30.000 rifugiati nella missione cattolica di Duékoué": a Fides l'appello del Vescovo di Man

Man (Agenzia Fides) - "Ci sono ancora 30.000 sfollati accolti nella missione cattolica gestita dai Salesiani a Duékoué" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Gaspard Béby Gnéba, Vescovo di Man, nell'ovest della Costa d'Avorio. Queste persone si sono rifugiate nella missione a causa dei violenti scontri tra le forze dell'ex Presidente Laurent Gbagbo e quelle dell'attuale Presidente Alassane Ouattara. Nonostante la vittoria di quest'ultimo (che domani si insedierà ufficialmente nella carica), permangono gravi condizioni di insicurezza in diverse aree del Paese, soprattutto nell'ovest, che costringono la popolazione a rimanere lontana dai propri luoghi di residenza.
Una delle situazioni più drammatiche è quella della missione di Duékoué, dove si sono rifugiati numerosi sfollati fin dallo scorso dicembre. "Queste persone non possono rientrare a casa sia perché la loro abitazione è stata distrutta sia perché permane una forte situazione di insicurezza. Durante gli scontri sono state saccheggiate e distrutte le abitazioni e le attività produttive. Finché non verrà dispiegato un servizio di sicurezza ufficiale, continueranno le aggressioni alla popolazione da parte di bande di criminali" spiega a Fides il Vescovo di Man.
"Le attività economiche sono completamente ferme a causa dell'insicurezza e della fuga degli abitanti sia all'interno della Costa d'Avorio sia in Liberia. I padri della missione sono normalmente tre, ma attualmente sono solo due perché il parroco è malato - dice Mons. Gnéba -. Lunedì 16 maggio sono stato lì ed ho constatato quanto la situazione sia difficile. Lo spazio è veramente limitato per 30.000 persone accampate alla meglio intorno alla missione. La densità umana è estremamente alta con i relativi problemi sanitari. Vi sono casi di colera".
"Sia l'ONU che la Caritas diocesana e quella nazionale sono impegnate ad aiutare gli sfollati, ma a causa dell'insicurezza il loro personale è costretto a fare avanti e indietro tra Duékoué e Man, dove le condizioni di sicurezza sono migliori" sottolinea Mons. Gnéba. "Ringrazio tutti coloro che ci stanno aiutando, ma chiedo di intensificare gli sforzi perché le necessità sono ancora molte. Lancio un appello perché sia garantita la sicurezza dell'area e chiedo a tutti di aiutarci a riconciliare gli animi della popolazione perché possa trovare la pace del cuore" conclude il Vescovo di Man. (L.M.) (Agenzia Fides 20/5/2011)



AFRICA/UGANDA - Centenario dell'evangelizzazione del nord Uganda: "stiamo vivendo la fase della ricostruzione" dice a Fides il Vescovo di Lira

Lira (Agenzia Fides) - "Oggi concludiamo il secondo Sinodo Arcidiocesano di Gulu. Se Sinodo significa 'cammino insieme' mi viene in mente che 100 anni fa, nel 1911, quando i primi missionari comboniani arrivarono a Gulu, da soli, sul cammino intrapreso da San Comboni, hanno avviato un processo che a 100 anni di distanza fa sì che esista una Chiesa che cammina insieme ed è capace di indire un Sinodo. Mi sembra un evento abbastanza significativo" dice all'Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Giuseppe Franzelli, Vescovo di Lira, nel nord Uganda.
"Domani celebriamo il centenario dell'evangelizzazione di questa zona. In realtà i comboniani arrivarono in questi territori nel febbraio 1911, ma siccome a febbraio di quest'anno si sono tenute le elezioni, si è ritenuto opportuno rimandare le celebrazioni del centenario a maggio" spiega Mons. Franzelli. "La ricorrenza riguarda in particolare l'arcidiocesi metropolitana di Gulu, in quanto la diocesi di Lira è stata evangelizzata un po' più tardi, sempre dai comboniani che sono partiti proprio da lì. Per questo celebriamo insieme, Gulu e Lira, il centenario, perché è come un albero, che una volta piantato, allarga i suoi rami" dice Mons. Franzelli.
Tracciando un bilancio dell'attività missionaria della sua diocesi, il Vescovo di Lira spiega: "La diocesi di Lira è stata fondata nel 1968, ritagliandola da una parte del territorio di quella di Gulu. I comboniani presenti sono 19, 17 sacerdoti e 2 fratelli, mentre le suore comboniane sono 12. Ma in questi 43 anni abbiamo registrato un forte aumento del clero locale". "Attualmente - continua Mons. Franzelli - vi sono 45 sacerdoti diocesani più due Apostoli di Gesù, una congregazione missionaria fondata da alcuni padri Comboniani. Vi sono poi due congregazioni religiose locali, una fondata a Gulu e l'altra fondata a Lira dal suo primo Vescovo, Mons. Cesare Asili, le Missionary Sisters of Mary Mother of the Church. Questa congregazione ha 270 religiose che lavorano non solo a Lira ma anche in altre diocesi dell'Uganda, oltre che in Kenya, Tanzania e sud Sudan".
Su una popolazione di circa 2 milioni di abitanti, un milione e 86.000 sono cattolici, distribuiti in 18 parrocchie. "È un numero insufficiente - ammette Mons. Franzelli - ma con il clero attuale non posso permettermi di aprirne altre. Le parrocchie sono a loro volta divise in cappelle. Quella che ne ha di meno ne ha 31, quella che ne ha di più ne ha 102. Le mille cappelle della diocesi sono rette grazie a circa 1.200 catechisti laici".
Anche Lira è stata teatro delle violenze dell'Esercito di Resistenza del Signore (LRA). "Tra gli episodi più gravi ricordo l'assalto alla scuola femminile di Aboke, nell'ottobre 1996; 139 ragazze vennero rapite dai ribelli. Grazie al coraggio di suor Rachele Fassera, che inseguì i rapitori nella foresta, ne vennero liberate 109. Poi altre riuscirono a fuggire negli anni successivi, anche se alcune di loro furono uccise. La penultima l'ho accolta io, aveva un bambino avuto da Joseph Kony, il capo dell'LRA" dice Mons. Franzelli.
"Anche qui, come a Gulu, la gente è stata costretta a sfollare" ricorda il Vescovo. "Dentro e intorno alla città di Lira vi erano 16 campi per sfollati interni, al punto che la popolazione della città era cresciuta di 200.000 persone. Ora che l'LRA non agisce più qui da noi, la gente è tornata a casa, anche se c'è ancora molto da ricostruire. Ed è proprio questa la fase che stiamo vivendo, quella della ricostruzione" conclude Mons. Franzelli. (L.M.) (Agenzia Fides 20/5/2011)



ASIA/INDIA - Sulla difesa dei cristiani in Orissa "continua la farsa giudiziaria": troppi delitti ancora impuniti

New Delhi (Agenzia Fides) - La risposta del governo, dei tribunali e delle istituzioni, nei confronti della comunità cristiana dell'Orissa, colpita dai massacri del 2008, è ancora "troppo debole, simile a una farsa". È quanto dice a Fides Joseph Dias, responsabile del "Catholic Secular Forum" (CSF), organizzazione ecumenica di fedeli che difende i diritti delle comunità cristiane in India.
Due giorni fa un tribunale in Orissa ha condannato 13 persone a cinque anni di prigione per il loro coinvolgimento nelle violenze anti-cristiane del 2008. I 13 hanno partecipato ai disordini e appiccato incendi alle case del villaggio di Sartaguda, ma le persone da arrestare a da giudicare - nota a Fides il CSF - dovrebbero essere migliaia: "troppi colpevoli sono a piede libero, troppi delitti, come omicidi e stupri, restano ancora impuniti".
I dati giudiziari acquisiti dall'Agenzia Fides, sono impietosi: solo un ventesimo dei radicali indù responsabili degli attacchi sono stati individuati e interrogati; su 3.232 denunce presentate dai cristiani, solo 828 sono state prese in considerazione e tradotte in FIR (First Information Report), il rapporto che sancisce una indagine e un procedimento ufficiale della polizia. Di questi 828 casi, solo 327 sono finiti con un processo in tribunale: 167 le assoluzioni, 86 le condanne comminate (pene molto leggere), 90 i casi ancora pendenti. Ben 1.597 militanti sono stati identificati e poi scagionati, mentre altre migliaia di aggressori non sono stati nemmeno contattati dalla polizia e l'hanno fatta del tutto franca.
Inoltre oggi, denuncia il CSF, "i cristiani sono vittime di continue intimidazioni, da parte di gruppi estremisti indù, perché non testimonino in tribunale, ritirino le accuse, abbandonino i processi. Anche giudici e avvocati sono minacciati: tutto fa pensare a processi pieni di anomalie e irregolarità".
Ieri, in una intervista all'Agenzia Fides (vedi Fides 19/5/2011), Sua Ecc. Mons. John Barwa Arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar ha detto che "i cristiani dell'Orissa si sentono abbandonati dalle istituzioni" e che il caso dell'Orissa sarà esemplare "per testare il reale funzionamento della giustizia in India". (PA) (Agenzia Fides 20/5/2011)



ASIA/PAKISTAN - Aggrediti o scacciati dalle proprie case: i diritti dei cristiani calpestati in Punjab

Lahore (Agenzia Fides) - Due infermiere cristiane sono state sequestrate e malmenate per 9 ore da un funzionario musulmano del Fatima Hospital a Lahore (Punjab); un ricco proprietario terriero musulmano, con trascorsi nella politica, ha usurpato il terreno e le case di due famiglie cristiane nella città di Jalal Pur Jattan, sempre in Punjab: tali casi, segnalati all'Agenzia Fides da fonti locali della società civile, mostrano come in Pakistan continuano a verificarsi episodi di discriminazioni, abusi, violenze, flagranti violazioni dei diritti fondamentali delle minoranze cristiane. Il Punjab, nota a Fides la "Masihi Foundation", che si occupa della difesa dei diritti dei cristiani pakistani, è una delle province dove l'odio e la violenza si avvertono di più.
Nel primo caso, al Fatima Memorial Hospital, due infermiere cristiane, Nusrat Bibi e Muneeran Bibi, sono state aggredite e detenute illegalmente con la forza, in una stanza dell'ospedale, per 9 ore. Erano accusate di furto, ma secondo fonti locali, sono palesemente innocenti e l'accusa era solo un pretesto per poterle intimidire, malmenare e molestare sessualmente.
Dopo la traumatica esperienza del sequestro, le due donne hanno denunciato l'accaduto alla vicina stazione di polizia. "Condanniamo senza appello questa violenza fisica e psicologica che colpisce le ragazze cristiane indifese. Urge che il governo si impegni a costruire una società più tollerante e rispettosa dei diritti di tutti" ha detto a Fides Haroon Barkat Masih, Direttore della "Masihi Foundation", che si occupa anche della difesa di Asia Bibi, la prima donna pakistana condannata a morte, ingiustamente, per blasfemia.
In un altro caso di sopruso ai danni dei cristiani, due famiglie di Jalal Pur Jattan hanno perso case e terreni, occupati e strappati loro con la forza dagli uomini di un ricco proprietario terriero locale, ex membro del Parlamento provinciale del Punjab. "I cristiani sono stati prima minacciati e poi scacciati con la forza" racconta a Fides un sacerdote del luogo, p. Naveed Dominic. E la polizia, allertata della violenza, si è rifiutata di intervenire. "Anche alla Chiesa locale è stato intimato di non immischiarsi" nota il prete.
La vessazione delle minoranze cristiane è un problema che, notano fonti di Fides, va sollevato a livello nazionale, attraverso il Ministero federale per l'Armonia e le Minoranze religiose, e a livello internazionale, sensibilizzando la comunità internazionale. P. Khalid Rashid Asi, sacerdote della diocesi di Faisalabad, in Punjab, spiega a Fides: "Lo situazione dei diritti umani in Pakistan è molto difficile e preoccupante. In tale contesto generale, le minoranze cristiane soffrono particolarmente di abusi e della negazione dei loro diritti fondamentali, a livello sociale, economico e religioso".
In Punjab i cristiani sono il 13% della popolazione provinciale e gestiscono scuole, ospedali, istituti sociali. Spesso potenti musulmani tentano di appropriarsi di tali strutture lanciando false accuse contro i cristiani o abusando della nota legge sulla blasfemia. (PA) (Agenzia Fides 20/5/2011)



ASIA/CINA - Maria esempio di evangelizzazione: celebrata la prima Settimana Culturale dedicata alla Madonna

Pechino (Agenzia Fides) - Celebrare l'Anno dell'Evangelizzazione dei Laici e il Mese Mariano, esortare i fedeli ad imitare lo spirito di Maria seguendola come esempio di evangelizzazione: questi gli scopi della prima Settimana Culturale dedicata alla Madonna, che è stata organizzata dalla parrocchia di Xi Tang in collaborazione con la diocesi di Pechino, dall'8 al 15 maggio. Secondo le informazioni diffuse dalla diocesi e raccolte dall'Agenzia Fides, dopo due mesi di preparazione, la parrocchia ha celebrato la Settimana Culturale con una mostra artistica, un seminario culturale e un concerto, tutto dedicata alla Madonna. Soprattutto il seminario ha visto un'ampia partecipazione di fedeli e anche di non cristiani, che hanno seguito con attenzione la presentazione di tre temi: "significato della presenza di Maria nella vita odierna"; "l'arte cattolica cinese della pittura dell'Università cattolica di Fu Ren"; "arte cinese e inculturazione della Chiesa". Un concerto marian! o ha concluso solennemente la prima Settimana Culturale dedicata alla Madonna.
La parrocchia di Xi Tang, dedicata alla Madonna della Medaglia Miracolosa, è stata fondata nel 1723 dai missionari lazzaristi italiani, è l'ultima chiesa costruita delle quattro principali chiese di Pechino. Da quando la parrocchia è stata riaperta, nel 1994, i parroci hanno sempre dato importanza alla ricostruzione spirituale e strutturale della comunità, avviando corsi di catechismo, di lettura biblica, il coro, il gruppo dei chierichetti, promovendo le attivà pastorali e di evangelizzazione. Il 19 luglio 2009, dopo un complesso lavoro di restauro, la chiesa è stata nuovamente inaugurata e arricchita dal campanile e dal battistero. (NZ) (Agenzia Fides 20/05/2011)



AMERICA/ARGENTINA - Solidarietà per le vocazioni nelle terre di missione, in continua crescita

Buenos Aires (Agenzia Fides) - Sabato 21 e domenica 22 maggio si celebrerà in Argentina la Giornata nazionale della Pontificia Opera di San Pietro apostolo, sul tema "Vocazioni in terre di missione". Secondo le informazioni inviate all'Agenzia Fides dalla Direzione nazionale delle Pontificie Opere Missionarie dell'Argentina, per questa circostanza a Buenos Aires verranno celebrate due Sante Messe in cui si pregherà in modo particolare per le vocazioni native. P. Osvaldo Leone, Direttore nazionale delle POM dell'Argentina, celebrerà la Santa Messa sabato 21, alle ore 19, nel Santuario eucaristico Gesù Sacramentato, e domenica 22 maggio, alle ore 11,30 nella parrocchia Santa Maria di Betania.
La Pontificia Opera di San Pietro apostolo è una delle quattro Pontificie Opere Missionarie, fondata per sensibilizzare il popolo cristiano sulla necessità di sostenere spiritualmente e materialmente la formazione del clero locale nelle Chiese di missione e dei candidati al sacerdozio ed alla vita consacrata.
Il Segretario generale della Pontificia Opera di San Pietro apostolo, mons. Jan Dumon, rivolgendosi alle POM dell'Argentina per questa circostanza, ha scritto: "Rendiamo grazie a Dio perchè, soprattutto in Africa, le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata aumentano costantemente anno dopo anno. Anche in Asia, Oceania e America Latina i giovani e le giovani che sentono la chiamata a seguire Gesù sono molto numerosi. E' meraviglioso vedere come questa Opera, fondata da Jeanne Bigard più di un secolo fa, continui ad essere un segno vivo di solidarietà e comunione tra le diverse Chiese locali". (SL) (Agenzia Fides 20/05/2011)

Links:
Per ulteriori informazioni
http://www.ompargentina.org.ar



AMERICA/STATI UNITI - Anche a due religiose missionarie il "Servitor Pacis Award"

New York (Agenzia Fides) - Il 7 giugno la Fondazione "Path to Peace" assegnerà il premio annuale 2011 a Fra Matthew Festing, Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta. L'annuncio è stato dato dall'Arcivescovo Francis Chullikatt, Osservatore Permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite, che è anche Presidente della "Path to Peace Foundation". Membro del Sovrano Militare Ordine di Malta dal 1977, Matthew Festing ha emesso i voti religiosi solenni nel 1991. Dal 1993 al 2008 è stato Gran Priore dell'Inghilterra, e in questa veste ha guidato missioni umanitarie in Kosovo, Serbia e Croazia, in seguito ai disordini e alle violenze verificatesi in quei luoghi. L'11 marzo 2008 è stato eletto Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta.
Oltre al "Path to Peace Award", la Fondazione consegnerà il "Servitor Pacis Award" per il loro contributo al bene comune, a due suore missionarie: suor Eugenia Bonetti, delle Missionarie della Consolata (IMC), responsabile dell'ufficio tratta dell'USMI (Unione Superiore Maggiori Italiane), e suor Rachele Fassera, delle Missionarie Comboniane (SMC), per il suo impegno nella missione di Aboke, in Uganda. Insieme a loro riceverà il riconoscimento Karen Clifton, Direttore esecutivo del network cattolico per l'abolizione della pena di morte.
La Path to Peace Foundation è stata istituita nel 1991 dal Cardinale Renato Raffaele Martino, durante il suo incarico di Osservatore permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite di New York, con lo scopo di affiancare e sostenere le iniziative religiose, culturali, umanitarie e caritative della Missione permanente al Palazzo di Vetro. (SL) (Agenzia Fides 20/5/2011)



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