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Messaggio  Admin il Sab Mar 05, 2011 12:35 am

NOTIZIE AGENZIA FIDES 4 MARZO

VATICANO - Presentati i Lineamenta del Sinodo 2012 sulla Nuova Evangelizzazione

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Sono stati presentati questa mattina, nella sala stampa della Santa Sede, i Lineamenta della XIII Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che avrà luogo in Vaticano dal 7 al 28 ottobre 2012 sul tema «Nova evangelizatio ad christianam fidem tradendam - La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana». Presentando la struttura dei Lineamenta, Sua Ecc. Mons. Nikola Eterović, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi, ha spiegato che sono divisi in tre capitoli: 1) Tempo di nuova evangelizzazione; 2) Proclamare il Vangelo di Gesù Cristo; 3) Iniziare all’esperienza cristiana. Inoltre vi è una Introduzione, preceduta da una Prefazione, e una breve Conclusione.
Nel Primo Capitolo si descrive la nascita del concetto di nuova evangelizzazione e la sua diffusione, quindi vengono indicati 6 scenari che negli ultimi decenni interpellano la Chiesa ed esigono una adeguata risposta: la secolarizzazione, il fenomeno migratorio, i mezzi di comunicazione, lo scenario economico, la ricerca scientifica e tecnologica, lo scenario politico. “Di fronte a tali sfide, la Chiesa dovrebbe individuare nuove espressioni dell’evangelizzazione, adatte ai contesti sociali e alle culture attuali in grande mutamento. Conservando la sua natura missionaria, la Chiesa dovrebbe mantenere la sua dimensione popolare, domestica, anche in contesti di minoranza o di discriminazione”.
Il Secondo Capitolo ricorda che “lo scopo dell’evangelizzazione, e a maggior ragione della nuova evangelizzazione, è l’annuncio del Vangelo e la trasmissione della fede”. Sulla trasmissione della fede la Chiesa ha già riflettuto nel Sinodo del 1977, i cui risultati sono presentati nell’Esortazione Apostolica Catechesi tradendae, documento assai citato nei Lineamenta insieme al Direttorio Generale per la Catechesi. Riprendendone gli argomenti principali, i Lineamenta cercano di applicarli alle attuali situazioni sociali ed ecclesiali.
Il Terzo capitolo propone la riflessione sugli strumenti della Chiesa per introdurre alla fede e, in particolare, sull’iniziazione cristiana: Battesimo, Cresima ed Eucaristia, toccando le varie questioni collegate all’amministrazione di questi sacramenti. Nella parte conclusiva, i Lineamenta riprendono alcune descrizioni della "nuova evangelizzazione" per facilitare la riflessione su tale tema. (SL) (Agenzia Fides 04/03/2011)

Links:
Il testo integrale della presentazione, in italiano
http://www.fides.org/ita/documents/LinXIIIAOSin_04032011.doc


VATICANO - “Il dialogo con le altre religioni resta una priorità alta, in particolare nelle aree meridionali del vostro Paese” ricorda il Papa al terzo gruppo di Vescovi delle Filippine

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – “Il dialogo con le altre religioni resta una priorità alta, in particolare nelle aree meridionali del vostro Paese” ha sottolineato il Santo Padre Benedetto XVI nel discorso rivolto il 3 marzo al terzo gruppo di Vescovi filippini, ricevuti per la visita Ad limina Apostolorum. “Sebbene la Chiesa proclami senza posa che Cristo è la via, la verità e a vita – ha proseguito il Pontefice -, rispetta tutto ciò che è vero e buono nelle altre religioni, e cerca, con prudenza e carità, di instaurare un dialogo onesto e amichevole, con i seguaci di quelle religioni, laddove è possibile. Nel fare questo, la Chiesa opera per la comprensione reciproca e per il progresso del bene comune dell’umanità. Vi lodo per l’opera che avete già svolto e vi incoraggio, per mezzo del dialogo che è stato instaurato, a continuare a promuovere il cammino verso la pace autentica e duratura con il vostro prossimo, senza smettere di trattare ogni persona, indipend! ente dal suo credo, come creata a immagine e somiglianza di Dio”.
Nel suo discorso il Santo Padre ha ringraziato i Vescovi per l’opera pastorale che essi svolgono, e ricordando le parole di San Paolo - «E non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo, a suo tempo mieteremo» (Gal 6, 9) -, ha evidenziato che l’Apostolo “ci presenta un doppio imperativo, che è molto appropriato al vostro ministero nelle isole centrali e meridionali dell’arcipelago delle Filippine. Dovete adoperarvi per fare il bene fra i cristiani, nonché fra i non cristiani”.
Tra gli impegni prioritari dei Vescovi, il Pontefice ha messo in luce l’importanza della formazione catechetica permanente, non trascurando l’attenzione alle famiglie, e in particolare ai genitori “nel loro ruolo di primi educatori dei figli nella fede”, ed ha salutato “le numerose suore e i catechisti laici” che sono collaboratori dei Vescovi in questa importante opera. “Infatti, come Vescovi diocesani non affrontate mai alcuna sfida da soli – ha proseguito Benedetto XVI -, perché siete assistiti anzitutto dai membri del vostro clero”, e li ha esortati a “conoscere bene” i loro sacerdoti e a guidarli “con sincera premura, mentre i sacerdoti devono essere sempre preparati a svolgere con umiltà e fedeltà i compiti loro affidati”. Il Papa ha quindi sottolineato l’importanza dei “programmi di formazione permanente per i giovani sacerdoti”, e la necessità di promuovere, per i sacerdoti di tutte le età, “regolari giornate di raccoglimento, ritiri e convocazioni annuali nonché progr! ammi per una educazione e una assistenza costanti per i sacerdoti che possono incontrare difficoltà”. Il Pontefice ha quindi invitato i Vescovi ad “approfittare della celebrazione annuale del giovedì santo, in cui la Chiesa commemora il sacerdozio in modo speciale. Secondo le loro promesse solenni nell’ordinazione, ricordate ai vostri sacerdoti il loro impegno al celibato, all’obbedienza e a una dedizione sempre maggiore al servizio pastorale”.
Infine Benedetto XVI, compiacendosi del fatto che molti filippini partecipino alla Messa domenicale, ha sottolineato che il compito dei Vescovi, nonché dei sacerdoti, è di “non stancarsi mai di cercare la pecorella smarrita, garantendo che tutti i fedeli traggano vita dal grande dono offertoci nei Misteri Sacri”. (SL) (Agenzia Fides 4/03/2011)

Links:
Il testo integrale del discorso del Santo Padre, in inglese
http://www.fides.org/eng/documents/AdL_Filippine_03032011.doc


VATICANO - Santa Messa dei pakistani cristiani di Roma per ricordare il Ministro Bhatti

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Sacerdoti, suore e laici pakistani che vivono in Italia e che operano nei diversi uffici della Santa Sede si riuniranno a Roma, domenica 6 marzo 2011, alle ore 16.30, per la Santa Messa di suffragio del Ministro Shahbaz Bhatti, ucciso a Islamabad. A presiedere l’Eucarestia, che si terrà presso il Pontificio Collegio S. Pietro Apostolo, è stato invitato il Card. Jean-Louis Tauran, Presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso.
L’iniziativa è organizzata dall’Associazione dei Pakistani Cristiani in Italia che, come ha spiegato a Fides un suo rappresentante, intende “pregare per Bhatti, un martire della Chiesa perseguitata in Pakistan”. Sarà anche l’occasione per studiare forme di aiuto alla comunità cristiana in Pakistan, sostenendola nella sua lotta per il rispetto dei diritti umani e della libertà religiosa. Alla celebrazione parteciperanno anche membri di congregazioni religiose e comunità ecclesiali, oltre a missionari e missionarie che operano nel paese asiatico. I fedeli cattolici pakistani in Italia sono circa 200, ai quali vanno aggiunte altre centinaia di cristiani protestanti. (PA) (Agenzia Fides 4/3/2001)


ASIA/PAKISTAN - Cerimonia funebre ecumenica per il Ministro Bhatti

Faisalabad (Agenzia Fides) – Non è stata una Messa cattolica, ma una celebrazione ecumenica di preghiera, alla presenza di altri leader religiosi, quella che ha dato l’ultimo saluto al Ministro Shabhaz Bhatti, e che ne ha accompagnato la sepoltura. Come riferiscono fonti di Fides presenti sul posto, la cerimonia si è tenuta, il pomeriggio del 4 marzo, nel villaggio di Khushphur, nella diocesi di Faisalabad, in Punjab, luogo di nascita del Ministro e definito “il Vaticano del Pakistan”, perché ha dato i natali a numerosi vescovi, sacerdoti, religiosi e suore.
Sante Messe di suffragio, notano le fonti di Fides, erano state celebrate al mattino, a Islamabad e a Faisalabad. La Chiesa locale ha deciso di celebrare il funerale con una preghiera ecumenica per la presenza di Vescovi cattolici e protestanti, di leader musulmani e di altre religioni, nonchè di numerose autorità civili, fra le quali spiccava il Governatore del Punjab, Sardari Latif Khosa (che ha sostituito Salman Taseer, ucciso per aver difeso Asia Bibi).
L’elogio funebre di Bhatti, centrale nella cerimonia – svoltasi all’aperto, fra strette misure di sicurezza, nello spazio del Convento annesso alla chiesa cattolica del villaggio – è stato affidato a p. Pervez Emmanuel, sacerdote e cugino di Bhatti.
Le autorità e i diversi leader religiosi hanno preso la parola per un breve messaggio, mentre migliaia di fedeli cristiani, oltre a fedeli di altre religioni, indù, sikh e musulmani, hanno partecipato alla cerimonia, vissuta in un clima di raccoglimento, compostezza, commozione e preghiera silenziosa.
Sua Ecc. Mons. Joseph Coutts, Vescovo di Faisalabad, che faceva gli onori di casa, ha detto: “Bhatti è stato voce della Verità. E la voce della Verità non verrà soppressa, in quanto la Verità trionferà. Bhatti è stato un emissario della Luce. E la Luce non verrà vinta dalle tenebre”. Dopo la funzione, Bhatti è stato seppellito nel cimitero cattolico del villaggio. (PA) (Agenzia Fides 4/3/2011)


ASIA/PAKISTAN - “Era un uomo che ha fatto la volontà di Dio” dice l’Arcivescovo di Islamabad alla Messa di suffragio del Ministro Bhatti

Islamabad (Agenzia Fides) – “Shahbaz Bhatti era un uomo che ha seguito il piano di Dio sulla sua vita. Era un uomo che ha fatto la volontà di Dio, con fede, obbedienza, speranza, certezza del Regno”: con queste parole l’Arcivescovo di Islamabad, Mons. Anthony Rufin, ha ricordato il Ministro Shabhaz Bhatti nella Santa Messa di suffragio celebrata questa mattina nella chiesa di Nostra Signora di Fatima a Islamabad. “E’ un uomo che ha dato la vita per la fede. Sono certo che la Chiesa, seguendo i suoi tempi, potrà proclamarlo martire” dichiara all’Agenzia Fides l’Arcivescovo, subito dopo la Messa.
La celebrazione – che ha preceduto i funerali, previsti con una cerimonia ecumenica nel villaggio di cui il Ministro era originario, Kushphur, nella diocesi di Faisalabad – si è svolta fra imponenti misure di sicurezza, alla presenza dei familiari del Ministro, di numerosi politici e diplomatici, e del Primo Ministro del Pakistan, Yousaf Raza Gilani. L’atmosfera, raccontano fonti di Fides presenti alla cerimonia, è stata di intensa preghiera e di commozione: migliaia di fedeli si sono stretti in preghiera per dare l’ultimo saluto a Bhatti.
Nell’omelia, Mons. Rufin ha tratteggiato la figura del Ministro ricordandone la nascita a Kushphur, un villaggio cattolico fondato dai Domenicani in cui “Bhatti ha ricevuto una formazione spirituale molto solida”. Nel villaggio la convivenza con i fedeli musulmani (che lì sono in minoranza) è “in perfetta armonia, all’insegna del dialogo di vita, e quell’esempio Bhatti lo ha portato con sé come modello in tutta la sua esperienza di impegno sociale e politico”.
Lasciato il villaggio, ha proseguito l’Arcivescovo, Bhatti si è scontrato “con la dura realtà delle condizioni di vita dei cristiani in Pakistan, segnate da sofferenza, discriminazione, indigenza. Ne rimase impressionato e addolorato” e questa è stata “la spinta per il suo impegno sociale e politico, sempre vissuto come servizio al bene comune e come testimonianza di fede in Cristo”.
“In questo servizio, Bhatti ha compiuto la volontà di Dio, ha aderito al progetto di vita che il Signore aveva per lui” ha rimarcato Mons. Rufin. “Mi chiedeva sempre di pregare per lui, perché era consapevole che l’impegno nel mondo, senza l’aiuto dall’Alto, è monco e non porta frutti. Anche il servizio in politica, senza il riferimento alla fede, resta arido e esposto al Maligno” ha concluso l’Arcivescovo, esortando tutti i laici cristiani a prendere esempio da Bhatti nella loro vita, per la loro missione nel mondo. (PA) (Agenzia Fides 4/3/2011)


ASIA/PAKISTAN - Quartieri cristiani presidiati, parlamentari (e opportunisti) in difesa di Bhatti

Islamabad (Agenzia Fides) – C’è tensione in Pakistan dopo l’omicidio del Ministro Bhatti: i quartieri cristiani delle principali città sono presidiati dalle forze di scurezza. Il governo ha dato ordine di proteggere gli insediamenti cristiani per prevenire ogni sorta di incidenti. L’esecutivo ha anche organizzato meeting separati con leader cristiani e musulmani chiedendo agli ulema di non alimentare tensioni, di non organizzare manifestazioni, cooperando a mantenere l’ordine.
Concordando con il governo, il capo del “Pakistan Ulema Council”, Allama Mohammad Tahir Ashrafi, ha dichiarato che “l’assassinio è contro gli insegnamenti del Profeta”, notando l’urgenza di “promuovere tolleranza e fratellanza nella società”.
Una risposta è giunta anche dalla politica, anche se “risulta alquanto ambigua e ipocrita”, dicono fonti di Fides. Oggi i parlamentari del Pakistan hanno preso le difese del ministro Bhatti, condannando l’omicidio e chiedendo le dimissioni del Ministro degli Interni, Rehman Malik, reo di aver fallito nel compito di provvedere alla sua sicurezza.
Quasi tutta la maggioranza dell’Assemblea, sostenendo una mozione di censura verso l’esecutivo, su richiesta di Asiya Nasir, parlamentare del partito islamico “Jamiat Ulema-e-Islam” (JUI), ha inscenato un gesto simbolico di protesta, abbandonando l’aula durante i lavori parlamentari. Al rientro, Asiya Nasir ha detto: “L’omicidio di Bhatti denota gravi mancanze nella sicurezza. Il governo dovrebbe catture subito i colpevoli e adottare misure concrete in favore delle minoranze religiose”. Anche i rappresentanti di altri partiti islamici si cono uniti al coro della protesta.
Il Ministro degli Interni ha respinto le accuse e ha presentato un primo rapporto sullo stato delle indagini sull’omicidio, informando che la polizia ha già arrestato diversi elementi sospetti e affermando che “l’omicidio è stato attentamente pianificato”.
Il Ministro Bhatti usava dormire nella residenza di sua madre, e spesso non usufruiva della scorta per i suoi spostamenti, forse perché non di fidava, dopo quanto accaduto al governatore Taseer, ucciso proprio da un uomo della sua scorta
Fonti di Fides in Pakistan commentano: “I partiti islamici che oggi parlano in favore di Bhatti sono gli stessi che ieri hanno bocciato la mozione per la revisione della legge sulla blasfemia o la Commissione per rivederla. Sono i partiti che hanno sempre avversato Bhatti nel suo impegno in favore delle minoranze. Oggi vogliono usare la sua morte per colpire il governo”. (PA) (Agenzia Fides 4/3/2011)


ASIA/CINA - Giovani lavoratori cattolici emigrati cercano un posto di lavoro con vicino una chiesa per continuare a vivere la loro fede

Shi Jia Zhuang (Agenzia Fides) – In vista della Quaresima, la comunità cattolica continentale sta intensificando la pastorale giovanile. Secondo le informazioni fornite da Faith dell’He Bei all’Agenzia Fides, “la Chiesa invita i giovani, e soprattutto i giovani lavoratori cattolici, a dare importanza alla vita di fede piuttosto che ai soldi, e a non perdere le loro radici cattoliche anche vivendo lontano da casa e dai loro luoghi di origine per esigenze di lavoro”. Inoltre la comunità cattolica locale, come la diocesi di Zhou Zhi e la diocesi di Feng Xiang della provincia dello Shaan Xi, assicura loro “che la porta della chiesa è sempre aperta, perché nessuno è estraneo o straniero nella Chiesa”. Dopo la festa del capodanno cinese trascorsa in famiglia, i lavoratori emigrati sono tornati ai luoghi di lavoro e le comunità cattoliche che si trovano nella zona industriale si sono mobilitate per accoglierli e rispondere alle loro esigenze spirituali e morali. Infatti durant! e un sondaggio condotto da Faith in un centro di collocamento per lavoratori emigrati, è risultato che ci sono giovani cattolici i quali cercano un posto lavoro con una chiesa o con la possibilità di trovare un sostegno spirituale nelle vicinanze. Gli intervistati hanno anche chiesto ai giornalisti di Faith di far giungere la loro voce ai Vescovi, ai parroci, ai sacerdoti, perché anche lontani per motivi di lavoro, desiderano comunque vivere “una vita spirituale regolare” come facevano quando erano a casa, soprattutto a Pasqua e a Natale. E la Chiesa locale sta cercando di rispondere a questa loro esigenza così sentita con iniziative diverse.
Ad esempio dal 12 al 16 febbraio, la parrocchia di Xiao Han Cun ha invitato i giovani locali e i lavoratori immigrati al Campeggio Spirituale di 5 giorni per consolidare la loro fede e far sentire loro l’appartenenza alla Chiesa. Tre seminaristi del Seminario maggiore di Shen Yang, insieme alle suore della congregazione di S. Paolo, hanno guidato l’incontro sul tema “Ritorna dal Padre”, invitandoli a prepararsi a vivere il tempo forte dell’anno liturgico, la Quaresima. (NZ) (Agenzia Fides 04/03/2011)


AMERICA/COLOMBIA - L’impronta lasciata 25 anni fa in Colombia da Giovanni Paolo II

Bogotà (Agenzia Fides) – Si è svolto il 3 marzo a Bogotà, il Forum "Giovanni Paolo II e la sua impronta in Colombia 25 anni dopo", per ricordare il significato e gli insegnamenti della visita del Papa in Colombia avvenuta dal 1° al 7 luglio 1986. Secondo quanto comunica la Conferenza Episcopale della Colombia all’Agenzia Fides, all’iniziativa hanno partecipato il Presidente della repubblica di Colombia, Juan Manuel Santos Calderon, il Nunzio apostolico, Mons. Aldo Cavalli, il Cancelliere Maria Angela Holguin e l'ex Presidente Belisario Betancourt, tra le numerose personalità.
Il presidente Santos Calderon ha parlato dei sentimenti e della devozione manifestate al Papa Giovanni Paolo II dal popolo colombiano per una settimana, dopo aver aspettato 18 anni dalla precedente visita di un Pontefice: Paolo VI infatti aveva visitato la Colombia nel 1968. Il presidente ha ricordato "il senso di pace che ha emanato la presenza del Papa, e che ha potuto trasmettere al popolo colombiano in quella settimana meravigliosa", durante la quale ha visitato diverse città in Colombia: Bogotà, Barranquilla, Medellín, Cali, Tumaco, Popayán, Chiquinquirá.
Santos ha detto che Giovanni Paolo II “ha lasciato un segno indelebile e bello nell'anima della Colombia ... abbiamo ricevuto la sua parola di guarigione”, dopo i drammatici eventi avvenuti in Colombia in quel periodo, come l'atto di guerriglia nel Palazzo di Giustizia e la frana provocata dal vulcano Nevado del Ruiz, che distrusse la città di Armero causando migliaia di vittime.
Il Forum è stato organizzato dall'Ambasciata di Colombia presso la Santa Sede, la Fondazione Konrad Adenauer e la Fondazione Revel, nel quadro di una serie di manifestazioni per il 25° anniversario della visita in Colombia di Giovanni Paolo II, di cui è prossima la beatificazione. (CE) (Agenzia Fides, 04/03/2011)


AMERICA/COLOMBIA - Le iniziative della famiglia guanelliana per la canonizzazione del “padre dei poveri”

Bogotà (Agenzia Fides) - In vista della canonizzazione di don Luigi Guanella, fondatore dell'ordine dei Servi della Caritá, che si terrà il prossimo 23 ottobre in Vaticano, sono diverse le iniziative in programma a Bogotà. Il 5 marzo religiosi, religiose e laici approfondiranno la testimonianza di don Guanella e presenteranno la sua santità a chi ancora non lo conosce. Secondo le informazioni inviate all’Agenzia Fides, i giovani, in particolare, saranno protagonisti nei confronti dei loro coetanei di incontri finalizzati proprio alla conoscenza del Fondatore e della sua spiritualità, attraverso video, filmati e diapositive. I Servi della Caritá sono presenti in Colombia dal 1987. A Bucaramanga hanno sede il Centro di Educazione e Riabilitazione don Luigi Guanella, che accoglie quest’anno 130 ragazzi diversamente abili; il Tetto Fraterno “La Santa Familia” per 25 anziani; la parrocchia Santa Lucia con annessa scuola primaria e secondaria per un totale di 410 alunni. Da g! ennaio la scuola Santa Lucia ha attivato anche una scuola on line, certificata dal Ministero per l’Istruzione, per il conseguimento del diploma di scuola secondaria superiore. Il 19 dicembre 2010 é stato inaugurato il nuovo Seminario Teologico Latino Americano a Bogotà. Le Religiose Guanelliane, Figlie di Santa Maria della Provvidenza, con le quali da anni è in atto una sinergia in particolare nel campo della Pastorale Vocazionale, nell’accompagnamento dei Laici e nell’ispirazione carismática, sono presenti da piú di 40 anni a Bogotá con due Centri, ad Ocaña e a Florencia. (AP) (4/3/2011 Agenzia Fides)


AMERICA/GUATEMALA - La Bibbia in lingua k’iché, la lingua maya più diffusa

Città del Guatemala (Agenzia Fides) – In occasione dello studio dell’Esortazione apostolica postsinodale Verbum Domini, Monsignor Julio Cabrera, Vescovo di Jalapa, ha presentato la recente pubblicazione della Bibbia tradotta in k'iche, la più popolare delle 22 lingue maya prevalenti nel paese. Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, la traduzione della Bibbia in k'iche è il frutto di 23 anni di lavoro di un gruppo coordinato dal sacerdote francese Bernardo Guos e da Isabel Sucuquí, di lingua maya, originaria di Chiché, El Quiché.
Mons. Cabrera ha spiegato che il lavoro di digitalizzazione del documento è iniziato l’anno scorso a Bilbao, in Spagna, poi è proseguito in Cina per la stampa, da dove questa Bibbia arriva per essere consegnata al popolo del Guatemala. Da parte sua, padre Guos ha spiegato che la traduzione delle Scritture non è stata fatta dallo spagnolo, ma dalla lingua originale, attraverso un processo di costante revisione da parte di catechisti k'iché, per giungere al testo finale di una Bibbia moderna, che consente la lettura del testo senza l'aiuto di altre lingue.
Isabel Sucuquí ha espresso la sua gioia per questa versione che onora tutti i martiri, il popolo k'iche, e tutte le persone coinvolte nella traduzione. Ha inoltre riconosciuto il prezioso contributo dei catechisti delle diverse parrocchie cattoliche dell'occidente del paese. La traduzione della Bibbia in lingua k'iché segna un momento storico per la Chiesa del Guatemala, che offre oggi il Libro sacro nella loro lingua a molti catechisti, che per mettere in salvo la loro vita dovettero seppellire le loro Bibbie e gli altri testi di formazione cristiana quando la Chiesa subì una sanguinosa persecuzione. (CE) (Agenzia Fides, 04/03/2011)



OCEANIA/NUOVA ZELANDA - Due minuti di silenzio per le vittime del terremoto; migliaia di persone ancora in gravi difficoltà

Sydney (Agenzia Fides) – Esattamente alle 12.51 di mercoledì 2 marzo, tutte le città della Nuova Zelanda si sono fermate per due minuti di silenzio in memoria di quanti, la scorsa settimana, hanno perso la vita nel terribile terremoto che ha devastato Christchurch, la seconda città più grande del paese. Il bilancio delle vittime sale a 154 morti e sono stati confermati altri 100 dispersi. E' quanto riferisce in una nota dell'Arcidiocesi di Sydney pervenuta all’Agenzia Fides, suor Eleanor Capper, RSJ, la quale aggiunge che i residenti della città colpita sono in gravi difficoltà: oltre 10 mila case sono andate completamente distrutte e almeno altre 100 mila sono gravemente danneggiate. Migliaia di persone sono senza energia elettrica, rete fognaria o acqua potabile. Centinaia di persone vivono in rifugi della Croce Rossa perchè non hanno più un tetto e non sanno dove andare. "Viviamo alla giornata - dice suor Eleanor -, la città è nel caos, i supermercati chiusi. L'inver! no si avvicina e migliaia di persone non hanno un riparo. Oltre alla Cattedrale Blessed Sacrament rimangono gravemente danneggiate molte chiese, comprese la secolare chiesa a New Brighton e la St Mary dei padri Maristi. Nell'ultima settimana 50 mila dei 370 mila abitanti di Christchurch hanno preso l’aereo verso il nord, per sfuggire al caos e alla confusione della città, altri 50 mila si sono allontanati via terra. Sono ancora tante le zone in cui mancano i servizi igienici e le scuole non possono riaprire. I servizi sociali cattolici e i gruppi giovanili cattolici stanno lavorando per portare aiuto a tutte le persone traumatizzate." (AP) (4/3/2011 Agenzia Fides)


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