NOTIZIE AGENZIA FIDES 1 MARZO 2011

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Messaggio  Admin il Mer Mar 02, 2011 11:42 pm

NOTIZIE AGENZIA FIDES 1 MARZO 2011

EUROPA/SPAGNA - “La missione Ad gentes è uno stimolo salutare per la missione della gioventù”: il Card. Rouco Varela apre la plenaria dei Vescovi spagnoli

Madrid (Agenzia Fides) – “Mentre percorriamo il cammino di preparazione immediata al grande incontro di Madrid 2011, abbiamo rivolto il nostro sguardo su Gesù Cristo, che ha rivelato a tutti gli uomini la verità dell'amore che è Dio, il vero significato della vocazione dell'uomo, chiamato ad essere per l'amore e a vivere nell'amore. La Chiesa è missionaria sempre: quando evangelizza i giovani con ardore e con i nuovi metodi delle Giornate Mondiali della Gioventù, quando porta la luce del Vangelo ai popoli che hanno a malapena sentito parlare di Gesù Cristo. La nostra Assemblea dovrà inoltre studiare un nuovo documento che ha presentato la Commissione Episcopale per le Missioni e la Cooperazione tra le Chiese. La missione Ad gentes è uno stimolo salutare per la missione della gioventù. E, viceversa, una gioventù evangelizzata e mossa dalla carità di Cristo, è un pre-requisito per lo slancio missionario”. Con queste parole ha concluso il suo intervento il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid, Presidente della Conferenza Episcopale spagnola, aprendo i lavori dell’Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale, nella sua sede di Madrid.
Il Cardinale Rouco Varela ha incentrato il suo discorso su 2 punti: il grande Incontro di Madrid 2011, la XXVI Giornata Mondiale della Gioventù, e i luoghi dove vivere la verità dell'amore umano: famiglia, scuola e parrocchia. Circa il primo punto ha offerto una serie di riflessioni che invitano a considerare l’evangelizzazione dei giovani come l’impegno missionario più urgente dei nostri tempi. Per il secondo punto, l’Arcivescovo di Madrid ha parlato della sinergia necessaria tra la famiglia, la scuola e la parrocchia per potere realizzare la missione del cristiano. Ha anche collegato queste realtà con il mondo giovanile, rilevando che “da questa sinergia dipende, in buona misura, il frutto dell’azione evangelizzatrice della Chiesa a beneficio dei giovani, e in definitiva, della società”.(CE) (Agenzia Fides, 01/03/2011)

Links:
Il testo completo del discorso (in spagnolo)
http://www.fides.org/spa/documents/Discurso_cardenal_Rouco_apertura_Plenaria_Conferencia_Episcopal_Espanola_2011.doc


AFRICA/CONGO RD - Calma a Kinshasa dopo il tentativo di assalto alla residenza del Capo dello Stato

Kinshasa (Agenzia Fides) - Le autorità congolesi hanno arrestato una trentina di persone tra le file delle forze di sicurezza dopo i due assalti simultanei di domenica 27 febbraio contro la residenza del Presidente Joseph Kabila, nel quartiere di Gombe, e il campo militare Kokolo a Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo (RDC).
Secondo le fonti ufficiali, i due gruppi di assalitori erano costituti da almeno un centinaio di uomini, armati di Kalashnikov e di lanciarazzi ma anche di archi e frecce. Questi uomini sarebbero giunti con alcune imbarcazioni dalla vicina Brazzaville, la capitale della Repubblica del Congo, che è divisa da Kinshasa dal fiume Congo. Nel corso della sparatoria sono morti dieci assalitori ed una trentina sono stati arrestati. Secondo il quotidiano congolese “Le Potentiel”, le autorità hanno arrestato tra domenica 27 e lunedì 28 febbraio una trentina di persone tra le forze dell’ordine e i militari, accusandoli di essere implicati nel complotto.
“Kinshasa è calma - riferisce all’Agenzia Fides una fonte della Chiesa da Kinshasa - . Il Ministro degli Affari Esteri ha convocato gli ambasciatori per spiegare che Kinshasa è assolutamente sicura e non ci sono ragioni per avere timori”.
Una posizione che è stata affermata da un comunicato pubblicato al termine della sessione straordinaria del Consiglio Supremo di Difesa, presieduto dal Presidente Kabila, il 28 febbraio, e ribadita dal Ministro delle Comunicazioni, Lambert Mende, in alcune interviste ai media locali. Le autorità hanno comunque annunciato di aver rafforzato le misure di sicurezza anche in vista dell’avvio della campagna elettorale per le elezioni presidenziali di novembre. L’identità degli assalitori non è stata ancora ufficialmente accertata. (L.M.) (Agenzia Fides 1/3/2011)



AFRICA/COSTA D’AVORIO - I civili stanno abbandonando le abitazioni dei quartieri di Abidjan investiti dai combattimenti

Abidjan (Agenzia Fides) - “Continuano gli scontri nei quartieri di Abobo e di Adjamé, ad Abidjan, dove è stato imposto il coprifuoco per almeno altri due giorni. La popolazione dei due quartieri, in particolare di Abobo, sta lasciando le abitazioni a causa dei combattimenti tra le forze di sicurezza fedeli a Gbagbo e gli ex ribelli delle Forze Nuove vicine ad Alassane Ouattara” dicono all’Agenzia Fides fonti della Chiesa locale da Abidjan, capitale economica della Costa d’Avorio, divisa tra i sostenitori del Presidente uscente Laurent Gbagbo e quelli del Presidente eletto Alassane Ouattara.
“Gli sfollati di Abobo e di Adjamé si sono spostati in altri quartieri di Abidjan non ancora interessati dai combattimenti, presso parenti ed amici. È un dramma, perché chi lascia la casa lo fa con il timore di perdere quel poco che ha e che non è riuscito a portarsi via” dicono le fonti di Fides.
“Il quartiere di Abobo è diventato la sede dei ribelli delle Forze Nuove, che appoggiano Ouattara. È difficile riconoscerli perché, a quanto sembra, hanno tolto la divisa e vestono con abiti civili”. Le Forze Nuove sono la sigla nata dalla fusione di una serie di gruppi ribelli che dal 2002 controllano il nord della Costa d’Avorio.
Nel Paese è presente una forza dell’ONU (ONUCI) ed una missione militare francese, che sono viste con crescente ostilità dal campo di Gbagbo, perché la comunità internazionale ha riconosciuto la vittoria di Ouattara nel contestato secondo turno delle elezioni presidenziali del 28 novembre 2010.
“I giornali e le emittenti radio e televisive controllate o comunque legate a Gbagbo continuano ad attaccare le forze dell’ONU e la missione francese in Costa d’Avorio, accusandole di condurre attacchi contro i civili. Si tratta di una strategia per delegittimare l’ONU che ha certificato la vittoria di Ouattara al secondo turno delle presidenziali. Incitati dalla propaganda, i sostenitori di Gbagbo rallentano e bloccano la circolazione dei mezzi dell’ONU nelle strade dei loro quartieri. Alcuni autoveicoli dell’ONUCI sono stati bruciati” affermano le fonti di Fides.
L’Unione Africana ha concesso una proroga alla missione di mediazione dei 4 Presidenti africani (vedi Fides 28/2/2011), il cui mandato scadeva ieri, 28 febbraio, prolungandolo alla fine di marzo. (L.M.) (Agenzia Fides 1/3/2011)



AFRICA/BURUNDI - Il Card. Sarah in Burundi per inaugurare la scuola “Benedetto XVI” di Muyaga

Bujumbura (Agenzia Fides) – Il Card. Robert Sarah, Presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum”, è in Burundi per inaugurare sabato 5 marzo, a nome del Santo Padre che l’ha fatta costruire, la scuola "Benoît XVI" di Muyaga (Cankuzo), che sarà affidata alla diocesi di Ruyigi. Secondo le informazioni inviate all’Agenzia Fides dalla Nunziatura apostolica in Burundi, il Cardinale è giunto ieri, 28 febbraio, all’aeroporto di Bujumbura. In questi giorni incontrerà le Autorità politiche e amministrative, i Vescovi e i leader delle altre confessioni religiose, i responsabili burundesi della Caritas e delle organizzazioni internazionali che collaborano con Caritas Burundi. A Gitega incontrerà i Superiori locali dei religiosi e delle religiose, e i seminaristi del Seminario maggiore “Jean Paul II”. Durante la sua permanenza in Burundi, il Card. Sarah celebrerà la Santa Messa al Santuario mariano del Monte Sion-Gikungu, a Bujumbura, nel pomeriggio del 1° marzo, e nella Cattedrale di Cristo Re a Gitega, il 4 marzo. Domenica 6 marzo lascerà il Burundi per rientrare in Vaticano. (SL) (Agenzia Fides 01/03/2011)



ASIA/INDONESIA - Leader cristiani della Papua: calpestati i diritti umani degli indigeni

Jayapura (Agenzia Fides) – Un “kairos”, un “momento di verità”, per una riflessione sul progressivo deteriorarsi del rispetto dei diritti umani nella Papua indonesiana: è quanto propongono alcuni leader cristiani indonesiani, mentre nella tormentata regione nei prossimi mesi si eleggerà il nuovo governatore. Gli osservatori notano meccanismi poco democratici e poco trasparenti nel processo elettorale (di fatto il governo centrale controlla la nomina), che hanno generato contestazioni anche a livello legale.
In un accorato intervento inviato all’Agenzia Fides, i leader cristiani delle Chiese protestanti, evangelica e battista in Papua notano “il fallimento del governo nel promuovere lo sviluppo delle comunità indigene”, nonostante la Legge No. 21/2001 che disegnava una “Speciale autonomia per la Papua”. “Come leader delle Chiese, siamo profondamente preoccupati per la condizione della nostra popolazione, specialmente degli indigeni, proprietari delle terre: il loro destino è stato relegato all’incertezza, per le politiche di sviluppo promosse dal governo indonesiano”.
L’applicazione della Speciale Autonomia è stata, secondo i leader “inconsistente e sconclusionata”, ed è segno di insincerità del governo, che ha condotto gli abitanti della Papua a parlare di “completo fallimento”. La stessa Assemblea parlamentare è considerata “un insulto al popolo, creato a immagine di Dio”, mentre la posizione del governo di fatto “annichilisce i diritti e l’esistenza stessa degli indigeni nella loro madrepatria”.
I leader cristiani vedono in questo momento “un’occasione propizia” per esprimersi: in primo luogo notano il ripetersi delle antiche dinamiche e i vecchi problemi di democrazia e legalità. I leader ricordano, inoltre, la storia di sofferenza delle popolazioni locali, che alcuni osservatori hanno definito “un genocidio”, rimarcando la volontà del governo di Giacarta di mortificare del tutto – con programmi di immigrazione interna – la vita, i diritti, lo sviluppo e la promozione sociale delle comunità indigene. I papuani sono considerati “cittadini di seconda classe” e sono di fatto emarginati e discriminati.
I leader si dicono pronti ad accompagnare la sofferenza del popolo, in una prospettiva biblica e teologica: “Il Signore ci manda a stare a fianco del popolo, nella sua buia storia di sofferenza e oppressione”. Fare questo, notano, è parte integrante della missione di annunciare la “Buona Novella” del Vangelo di Cristo.
Per questo i cristiani chiedono al governo di Giacarta di fermare il processo elettorale, che non è trasparente, e di chiarire i nodi esistenti, aprendo un dialogo autentico con le comunità indigene, assicurando il rispetto dei loro diritti fondamentali.
La Papua, ex colonia olandese, all'inizio degli anni '60 è stata annessa dall’Indonesia, senza il consenso della popolazione locale. Da allora non si sono mai spente le proteste e i fermenti indipendentisti. (PA) (Agenzia Fides 1/3/2011)



ASIA/INDIA - Sboccia la pace nel Nordest, grazie all’aiuto della Chiesa

Guwahati (Agenzia Fides) – La mediazione promossa dalla Chiesa cattolica nel Nordest dell’India, per disinnescare un aspro conflitto fra i gruppi tribali Rabha e Garo, sta dando i suoi frutti, con grande soddisfazione del governo locale e della società civile.
Come informano fonti locali di Fides, l’Ecumenical Joint Peace Team of Northeast, guidato dall’Arcivescovo di Guwahati, Mons. Thomas Menamparampil, molto esperto nella mediazione di conflitti, ha trovato la formula giusta per far calare le tensioni e indicare una via percorribile di riconciliazione. A causa di alcune rivendicazioni territoriali, i due gruppi tribali, che vivono al confine degli stati indiani di Assam e Meghalaya, erano precipitati da alcuni mesi in una spirale di violenza reciproca, con atti di vandalismo, danni a case e raccolti, uccisione di bestiame, che stavano per degenerare in conflitto armato. L’intervento del team di pace ha scongiurato la guerra intestina.
“Prima di tutto occorreva lavorare per diminuire la rabbia e il risentimento presenti nelle rispettive comunità; in una seconda fase abbiamo cercato di far adottare gesti e comportamenti che potessero aiutare a ristabilire la fiducia reciproca” spiega all’Agenzia Fides l’Arcivescovo. Mons. Menamparampil ha quindi promosso incontri con i leader dei due gruppi prima a Damra, in Assam, poi a Mendipathar, in Meghalaya. Grazie alla collaborazione fattiva di altri cristiani, come i Battisti, ha ottenuto dai leader delle comunità la disponibilità ad abbandonare i propositi di scontro e a ristabilire un legame pacifico, garantendo aiuto concreto ai due gruppi: assistenza per la riparazione dei danni subiti, ritorno delle famiglie fuggite a causa della tensione.
L’Arcivescovo ha commentato: “Era importante prima di tutto contribuire a restaurare un clima di fiducia reciproca, che è la base appropriata per qualunque opera di ricostruzione e di riabilitazione sociale”. Tale opera si è giovata dell’esperienza dell’Arcivescovo, che è persona benvoluta da tutti i leader tribali e che in passato, in almeno altre sei occasioni di conflitti locali, ha riportato risultati apprezzabili di pacificazione.
Un passo determinante verso la riconciliazione dell’intera regione c’è stato il 24 febbraio scorso, quando numerose organizzazioni della società civile nel Nordest hanno organizzato una grande “Iniziativa di pace”, cui hanno preso parte oltre mille persone, di diversi gruppi tribali, in cui le autorità locali si sono impegnate a garantire il ritorno di tutti gli sfollati interni, vittime dei diversi conflitti che hanno interessato la regione. Un valido aiuto a queste famiglie sarà garantito anche dai sacerdoti locali di Guwahati e di Tura, incaricati di provvedere alla loro assistenza. (PA) (Agenzia Fides 1/3/2011)



ASIA/CINA - Anche la comunità cattolica dello Shaan Xi prega per i terremotati di Christchurch, ricordando la stessa tragica esperienza vissuta

Xi An (Agenzia Fides) – La preghiera, il Rosario, la Santa Messa e una raccolta di fondi destinati alle vittime del terremoto che ha colpito Christchurch in Nuova Zelanda e alle loro famiglie, come il sostegno spirituale ai sopravvissuti e ai soccorritori, contraddistinguono l’impegno principale della comunità cattolica della provincia dello Shaan Xi (circa 230.000 fedeli, 8 diocesi) negli ultimi giorni.
Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, dal 22 febbraio, quando si è diffusa la notizia del terremoto che aveva colpito la Nuova Zelanda, le comunità si sono subito mobilitate nella preghiera per le vittime e per i soccorritori. Nella Cattedrale dell’arcidiocesi di Xi An, capoluogo della provincia, il 27 febbraio è stata celebrata una solenne Eucaristia per i terremotati. I fedeli della diocesi di Zhou Zhi hanno coinvolto tutti nella recita del Rosario detto “della misericordia”.
Alcune zona di questa provincia hanno vissuto in passato lo stesso dramma del terremoto, per cui alcuni fedeli hanno detto: “quando abbiamo subito il terremoto, abbiamo ricevuto tanta solidarietà. La Nuova Zelanda è lontana, non possiamo essere in prima linea per i soccorsi, ma non cambia il nostro desiderio di esprimere la solidarietà ai terremotati di Christchurch. La preghiera è la cosa migliore, ne abbiamo fatto esperienza in prima persona”. Gli enti cattolici di servizio sociale e caritativo dello Shaan Xi stanno raccogliendo i fondi per i terremotati in tutte le comunità. (NZ) (Agenzia Fides 01/03/2011)



ASIA/NEPAL - Il governo nepalese impegnato a ridurre i campi profughi bhutanesi

Kathmandu (Agenzia Fides) – Il Governo nepalese è impegnato a ridurre a due gli attuali sette campi profughi bhutanesi presenti in Nepal orientale nel corso dei prossimi due anni. E' quanto si legge in una nota di Jay Mukunda Khanal, responsabile dell'unità nazionale per il coordinamento dei rifugiati in Nepal, diffusa dall'agenzia Irin. "Visto il gran numero di persone presenti nei campi, speriamo di riuscire in questa impresa entro il 2012" ha detto Khanal. Conosciuti in Bhutan come “Lhotsampas”, i rifugiati sono cittadini bhutanesi di origine nepalese che vivono nei campi dai primi anni '90 in seguito allo sfollamento di 108 mila persone dalle loro abitazioni da parte del governo bhutanese.
Secondo l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), dal 2007 sono stati reinsediati in paesi terzi più di 43.500 rifugiati bhutanesi. Fino al 28 febbraio, gli Stati Uniti ne avevano accettato la maggior parte (oltre 37 mila), seguiti da Canada, Australia, Nuova Zelanda, Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi e Regno Unito. Attualmente nei sette campi di Beldangi I, Beldangi II, estensione del Beldangi II, Khudunarabari, Timai e Goldhap (tutti nel distretto di Jhapa) e Sanischare (nel distretto di Morang), ci sono 69,203 profughi. Di tutti gli abitanti dei campi il 75% ha espresso il desiderio di essere reinsediato in paesi terzi. L'UNHCR sta cercando di negoziare con il governo sul processo di pianificazione, nel tentativo di assicurare che venga mantenuto lo stesso livello di servizi e di assistenza per i rifugiati, quando i campi saranno ridotti a due. (AP) (1/3/2011 Agenzia Fides)



AMERICA/BOLIVIA - “Insieme possiamo risolvere i problemi”: l’incoraggiamento del Card. Terrazas Sandoval dopo le piogge torrenziali

La Paz (Agenzia Fides) – La Chiesa cattolica in Bolivia ha invitato i cittadini "a unirsi di fronte alle avversità naturali" che tra gennaio e febbraio hanno ucciso oltre 60 persone e ne hanno lasciate quasi 60.000 senza tetto, distruggendo migliaia di ettari di coltivazioni e pascoli. Il governo ha dichiarato lo stato di "emergenza nazionale " e ha inviato i suoi ministri nelle regioni interessate per coordinare i soccorsi e aiutare le vittime, insieme con i governi locali e i comuni.
"Siamo in grado di risolvere i problemi insieme, con l'aiuto e l'illuminazione del Signore" ha detto nella sua omelia della domenica il Cardinale Julio Terrazas Sandoval, Arcivescovo di Santa Cruz de la Sierra, Primate della Bolivia. Il Cardinale ha esortato i fedeli a riflettere sul danno che può provocare la natura con alcune delle sue manifestazioni più violente.
Secondo un primo rapporto della Protezione Civile, circa 65 persone sono state uccise dallo straripamento dei fiumi, dalle inondazioni e dalle frane, dopo dodici ore continue di pioggia forte. Le zone di Villa Canillitas, Providencia, Santo Domingo e Manaco, al nord de La Paz, sono quasi completamente invase dal fango da oltre 7 giorni, a causa dello straripamento dei fiumi Rocha y Huayculi. Il problema più grave è l’acqua che entra nelle case e la mancanza di pompe per estrarla. Inoltre nella zona cominciano ad apparire le zanzare, portando ulteriori evidenti disagi per tutti.
In una nota inviata all’Agenzia Fides da Radio Onda Azul, Williams Rioja, direttore del dipartimento di Primo allarme e della Gestione del rischio del Governo, ha detto che il maggior numero di famiglie colpite si trova a Palos Blancos, dove circa 1.500 nuclei familiari hanno perso tutto, soprattutto i terreni coltivati. A Guanay si stima che siano 500 le famiglie colpite, nonostante il livello dell'acqua sia sceso negli ultimi giorni. Inoltre le comunità di Ixiamas, San Buenaventura e Alto Beni sono ancora in attesa di aiuto. (CE) (Agenzia Fides, 01/03/2011)



AMERICA/STATI UNITI - Sacerdote trovato morto nella sua parrocchia a Brownsville

Brownsville (Agenzia Fides) – Un sacerdote cattolico è stato trovato senza vita vittima di un apparente suicidio, secondo il rapporto della polizia. Gli agenti sono stati chiamati al Barnard Road e Los Ebanos Boulevard, la mattina di lunedì 21 febbraio, quando nel cortile della canonica della parrocchia Maria Madre della Chiesa è stato trovato il corpo di padre Ricardo Garcia, 49 anni. Il giudice Tony Torres ha dichiarato che il momento della morte risaliva a lunedì 21 alle ore 7.30am. Per la polizia la morte di padre Garcia sembra essere stata causata da un suicidio. E’ stata anche disposta l’autopsia. Non sono stati rilasciati particolari né su un eventuale movente, né sulla modalità della morte. La polizia di Brownsville ha detto che il caso rimane sotto inchiesta.
Per questo motivo la Diocesi di Brownsville ha diffuso un comunicato nel tardo pomeriggio di martedì 22 febbraio. “Per rispetto della famiglia, noi non vogliamo indagare sulle circostanze della sua morte” è scritto nel comunicato. “La dichiarazione della polizia indica che si tratta di un apparente suicidio”. La diocesi ha chiesto alla comunità di pregare e di offrire sostegno morale. “Questo è un momento di grande dolore” continua il comunicato. “Molte persone soffrono per la morte di padre Ricardo. L'intera comunità soffre e tutti stiamo cercando di dare un senso a questa tragedia”. I parrocchiani hanno riferito che il Padre Garcia sembrava essere di buon umore domenica 20 febbraio, e di recente era tornato da un ritiro spirituale. I funerali sono stati celebrati venerdì 25 presso la Basilica del Santuario Nostra Signora di San Juan del Valle. (CE) (Agenzia Fides, 01/03/2011)



AMERICA/STATI UNITI - 28 milioni di bambini in età scolare non frequentano le lezioni a causa dei conflitti armati

New York (Agenzia Fides) - I conflitti armati costituiscono uno dei principali ostacoli all'educazione. E' quanto emerge dal Rapporto Mondiale sull'Educazione per tutti dal titolo "The hidden crisis: armed conflict and education" appena pubblicato dall'Unesco a New York e contemporaneamente in Senegal. Su 67 milioni di bambini in età scolare, 28 milioni, oltre il 40%, non frequentano le lezioni e vivono in paesi poveri colpiti da conflitti armati. Tra il 1999 e il 2008, 35 paesi sono stati coinvolti in conflitti armati che hanno avuto come obiettivi principali i bambini, le scuole, gli insegnanti. (AP) (1/3/2011)


ATTI DELLA SANTA SEDE
ASIA/VIETNAM - Nomina del Vescovo di Dà Lat

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Il Santo Padre Benedetto XVI in data 1 marzo 2011 ha nominato Vescovo della diocesi di Dà Lat (Viêt Nam), Sua Ecc. Mons. Antoine Vu Huy Chuong, finora Vescovo di Hung Hoá. (SL) (Agenzia Fides 1/03/2011)


ATTI DELLA SANTA SEDE
ASIA/VIETNAM - Nomina del Vescovo di Hung Hoá

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Il Santo Padre Benedetto XVI in data 1 marzo 2011 ha nominato Vescovo della diocesi di Hung Hoá (Viêt Nam), Sua Ecc. Mons. Jean Marie Vu Tât, finora Vescovo titolare di Tisiduo e Ausiliare della medesima diocesi. (SL) (Agenzia Fides 1/03/2011)


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