NOTIZIE AGENZIA FIDES 23 DICEMBRE 2010

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NOTIZIE AGENZIA FIDES 23 DICEMBRE 2010

Messaggio  Admin il Sab Dic 25, 2010 1:31 am

NOTIZIE AGENZIA FIDES 23 DICEMBRE 2010

Auguri di buon Natale a tutti gli amici di Fides
“Il Verbo di Dio ci ha comunicato la vita divina che trasfigura la faccia della terra, facendo nuove tutte le cose. La sua Parola ci coinvolge non soltanto come destinatari della Rivelazione divina, ma anche come suoi annunciatori” (VD 91).
Auguri di buon Natale a tutti gli amici di Fides

AFRICA/COSTA D’AVORIO - 173 persone uccise e 471 arrestate dal 16 al 21 dicembre afferma l’ONU
Abidjan (Agenzia Fides)- ”Ci attendiamo che la Corte Penale Internazionale possa inviare una missione in Costa d'Avorio, stabilire le responsabilità degli uni e degli altri, e che tutti i responsabili in un modo o nell'altro siano trasferiti a l'Aia”. Così attraverso un intervista ad un quotidiano francese, Guillaume Soro, Primo Ministro del governo di Alassane Ouattara, ha lanciato un appello affinché nella crisi politica ed istituzionale della Costa d’Avorio intervenga la Corte Penale Internazionale dell’Aia.
Si tratta quindi di un nuovo tentativo da parte del campo di Ouattara di internazionalizzare la crisi ivoriana, scaturita dopo che il Presidente uscente Laurent Gbagbo ha rifiutato di riconoscere la vittoria di Ouattara al secondo turno delle elezioni presidenziali del 28 novembre.
Soro ha anche chiesto dell'ONU, all'Unione Europea, all'Unione africana e alla CEDEAO (Comunità Economica e di Sviluppo degli Stati dell’Africa Occidentale) l’uso della forza. Una soluzione che è però vista con preoccupazione perché le forze armate ivoriane, che sembra siano state potenziate negli ultimi anni, sono schierate con Gbagbo. I sostenitori di Ouattara denunciano inoltre il ricorso da parte del campo avversario di milizie paramilitari, reclutate anche nei Paesi vicini, in particolari in Liberia, che si sarebbero rese responsabili di omicidi e di rapimenti di civili.
Secondo l’Alto Commissario aggiunto per i Diritti Umani dell’ONU, Kyung-Wha Kang, 173 persone sono state uccise e 471 arrestate in Costa d’Avorio dal 16 al 21 dicembre. Nello stesso periodo di tempo sono stati segnalati 90 casi di tortura e 24 casi di sparizione di persone. Kyung-Wha Kang ha rivelato questi dati di fronte ai 47 membri del Consiglio per i Diritti Umani dell’ONU, riunito a Ginevra in sessione speciale per discutere della Costa d’Avorio.

ASIA/HONG KONG - “I Regali dei Magi”: lettera natalizia ai “familiari” nella quale Mons. John Tong condivide 4 sogni con i suoi fedeli
HongKong (Agenzia Fides) – “Continuare l’evangelizzazione con impegno”; “promuovere la vocazione”; “prendersi cura dei fedeli stranieri”; “assumere il ruolo di ponte”: sono i quattro sogni di mons. John Tong Vescovo ordinario della diocesi di Hong Kong enunciati nella Lettera Natalizia ai fedeli, da lui definiti “i miei familiari”. Secondo quanto riferisce Kong Ko Bao (il bollettino diocesano in versione cinese), nella lettera intitolata “I Regali dei Magi”, Mons. Tong ha ripercorso il suo mandato iniziato nell’aprile 2009 considerando i quattro sogni come una sfida per tutti i fedeli ed augurando la realizzazione del sogno come un regalo che la diocesi dedica a Gesù Bambino.
(NZ) (Agenzia Fides 23/12/2010 - righe 14; parole 131)

ASIA/PAKISTAN - Libertà e giustizia per Asia Bibi: manifestazione a Roma
Roma (Agenzia Fides) – La società italiana scende in piazza per lanciare un messaggi odi solidarietà e vicinanza ad Asia Bibi: i parlamentari, il mondo cattolico, le altre comunità religiose, la società civile in Italia annunciano una manifestazione che si terrà a Roma il 26 gennaio 2011, dal titolo “L’Italia per Asia Bibi: libertà giustizia, diritti umani”. Come riferito all’Agenzia Fides, gli organizzatori chiedono “libertà, salvezza e giustizia per Asia Bibi; abolizione o revisione della legge sulla blasfemia in Pakistan; rispetto dei diritti umani fondamentali”.
Asia Bibi, cristiana 45enne e madre di cinque figli, è la prima donna condannata a morte per il reato di blasfemia in Pakistan. Asia passerà il suo secondo Natale nel carcere di Sheikhupura (nella provincia del Punjab), dove si trova da un anno e mezzo. Un Natale che, in Pakistan, si preannuncia agitato da manifestazioni di vario genere che potrebbero acuire la polarizzazione sociale e sfociare perfino – temono fonti di Fides – in nuove violenze ai danni delle minoranze religiose.
Mentre si attende che l’Alta Corte di Lahore dia l’avvio al processo di appello, un’alleanza trasversale di gruppi radicali islamici, la “Majlis-e-Tahafuz-e-Namos-e-Risalat” (“Alleanza per difendere l’onore del Profeta”), il 24 dicembre porterà in strada migliaia di militanti in tutto il Pakistan contro il rilascio di Asia Bibi, definita “una donna blasfema”, e contro ogni progetto di modifica alla legge sulla blasfemia. Anche gruppi cristiani hanno annunciato, d’altro canto, cortei pacifici di solidarietà con la donna e di sostegno alla modifica della discussa legge, nonchè veglie di preghiera per la pace, la giustizia, l’armonia.
In tale contesto, in Italia “esponenti politici di tutti gli schieramenti, il mondo cattolico e altre comunità religiose, associazioni della società civile italiana intendono esprimere piena solidarietà ad Asia Bibi e alla sua famiglia, e sostenere quanti in Pakistan si stanno impegnando per cercare di sanare questa ingiustizia”, recita un comunicato inviato a Fides.
Gli organizzatori sostengono “la proposta di revisione della legge sulla blasfemia, già approdata in Parlamento, su iniziativa di Sherry Rehman, parlamentare musulmana del partito di governo e presidente del “Jinnah Institute”, e auspicano “il successo dei lavori della speciale Commissione, voluta dal presidente Zardari, che, sotto la guida del Ministro per le Minoranze Shabhaz Bhatti, elaborerà un progetto globale di revisione della discussa normativa”.
La manifestazione del 26 gennaio 2011 intende “far giungere ad Asia Bibi e alla sua famiglia un messaggio di vicinanza e di solidarietà, ribadendo la richiesta di revoca della condanna e l’immediato rilascio della donna; rimarcare il pieno appoggio a tutte le diverse organizzazioni, cristiane e musulmane, che in Pakistan si stanno impegnando per la abolizione o la revisione della legge sulla blasfemia, per la legalità, per la difesa dei diritti umani; ribadire il diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione, sanciti dagli art. 18 e 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, di cui il Pakistan è firmatario; chiedere una moratoria immediata di tutte le esecuzioni capitali nel paese”.
Promotori dell’iniziativa, che si terrà a Roma in piazza Montecitorio, sono: l’Associazione Parlamentari Amici del Pakistan (con oltre 100 parlamentari di tutti gli schieramenti), l’Associazione di Cooperazione Internazionale Italia-Pakistan (Isiamed); l’Associazione Pakistani cristiani in Italia; Amnesty International – Sezione Italiana; la Comunità di Sant'Egidio; la conferenza “Religions for Peace”; l’Umanitaria Padana Onlus; TV2000, che ha già lanciato la raccolta di firme “Salviamo Asia Bibi”. Si annuncia anche la disponibilità ad accogliere le più ampie adesioni di altri enti e associazioni, da comunicare a: proasiabibi@gmail.com. (PA) (Agenzia Fides 23/12/2010)

ASIA/CINA - Lutto nell’episcopato
Shijiazhuang (Agenzia Fides)- Il 15 novembre 2010 è morto, all’età di 84 anni, S.E. Mons. Paolo Jiang Taoran, vescovo emerito che aveva esercitato il ministero episcopale a Shijiazhuang, nella diocesi di Zhengding (provincia di Hebei, Cina Continentale). Ricoverato di recente in un ospedale di Shijiazhuang per un serio raffreddore, è deceduto in seguito a complicazioni cardiache.
Mons. Jiang era nato il 27 luglio 1926 nella contea di Qingyuan, nella diocesi di Baoding. Terminati gli studi di filosofia e di teologia a Pechino, fu ordinato sacerdote nel 1953. Dopo aver svolto per qualche anno il ministero sacerdotale a Pechino e nel Hebei, dal 1957 fu costretto a prestare la propria opera come lavoratore in un ospedale fino al 1966, quando fu condannato a lavorare nei “laogai”. Nel 1982 tornò al ministero pastorale e il 21 maggio 1989 fu consacrato Vescovo senza il mandato pontificio. L’8 maggio 2008 il Santo Padre Benedetto XVI, accogliendo la sua supplica, gli concesse la piena comunione, senza dargli la giurisdizione canonica. I fedeli hanno notato che Mons. Jiang ha compiuto alcuni gesti di disponibilità e di collaborazione nei confronti di S.E. Mons. Giulio Jia Zhiguo, vescovo legittimo di Zhengding.
Nella diocesi di Zhengding ci sono più di 150.000 cattolici, circa 100 sacerdoti, una sessantina di chiese e numerosi altri luoghi di culto, oltre 60 seminaristi, diverse congregazioni religiose e alcune opere sociali. (Agenzia Fides 23/12/2010)

AMERICA/ECUADOR - Nuovi programmi per i 52.000 colombiani migrati in Ecuador
Quito (Agenzia Fides) –
I ministri degli Affari Esteri della Colombia e dell’Ecuador hanno chiesto all’Organizzazione Internazionale per i Migranti (IOM) e all'Alto Commissario ONU per i Rifugiati (UNHCR) di contribuire ad assistere più di 52.000 colombiani con lo status di rifugiati in Ecuador e di fornire sostegno alle comunità che li ospitano.
Il piano prevede, da un lato il sostegno alla reintegrazione dei colombiani che decidono di tornare a casa, e dall’altro , il miglioramento delle condizioni di vita dei colombiani che rimangono in Ecuador, promuovendo la loro inclusione socio-economica nella società con l’accesso al lavoro, ai servizi sanitari di base, all’istruzione e all’alloggio.
Nella nota inviata a Fides si afferma che la IOM lavora dal 2001 su progetti di infrastrutture e sulla fornitura di supporto per migliorare la qualità della vita dei colombiani e della popolazione locale lungo il confine settentrionale dell'Ecuador. Finora, circa 550.000 persone hanno beneficiato della costruzione di 259 impianti di acqua potabile e di servizi igienico-sanitari, di 94 ponti, del miglioramento di strade e del rafforzamento della società civile e delle amministrazioni locali.
L'Ecuador è il paese con il maggior numero di rifugiati colombiani. Secondo l'UNHCR, questo Paese ha riconosciuto lo status di rifugiato a più di 52.452 colombiani in situazione di grave pericolo in Colombia.
(CE) (Agenzia Fides, 23/12/2010)

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