NOTIZIE AGENZIA FIDES 21 DICEMBRE 2010

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Messaggio  Admin il Mar Dic 21, 2010 4:43 pm

NOTIZIE AGENZIA FIDES 21 DICEMBRE 2010

VATICANO - “La fede non è una cosa del passato, ma un incontro con il Dio che vive ed agisce adesso”: Benedetto XVI alla Curia Romana
Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Nel suo discorso alla Curia Romana in occasione della presentazione degli auguri natalizi, il 20 dicembre, il Santo Padre Benedetto XVI ha ricordato come di consueto in questa circostanza, gli eventi principali dell’anno trascorso. In primo luogo il Papa ha citato l’Anno sacerdotale che ha rinnovato nei sacerdoti e nei laici “la consapevolezza di quale dono rappresenti il sacerdozio della Chiesa Cattolica, che ci è stato affidato dal Signore”. Tuttavia, ha evidenziato il Santo Padre, “siamo stati sconvolti quando, proprio in quest’anno e in una dimensione per noi inimmaginabile, siamo venuti a conoscenza di abusi contro i minori commessi da sacerdoti, che stravolgono il Sacramento nel suo contrario: sotto il manto del sacro feriscono profondamente la persona umana nella sua infanzia e le recano un danno per tutta la vita”.
Citando una visione di sant’Ildegarda di Bingen, il Papa ha detto: “Nella visione di sant’Ildegarda, il volto della Chiesa è coperto di polvere, ed è così che noi l’abbiamo visto. Il suo vestito è strappato – per la colpa dei sacerdoti. Così come lei l’ha visto ed espresso, l’abbiamo vissuto in quest’anno. Dobbiamo accogliere questa umiliazione come un’esortazione alla verità e una chiamata al rinnovamento”. Dopo aver ribadito che “siamo consapevoli della particolare gravità di questo peccato commesso da sacerdoti e della nostra corrispondente responsabilità”, il Santo Padre ha invitato a guardare il contesto del nostro tempo: “esiste un mercato della pornografia concernente i bambini, che in qualche modo sembra essere considerato sempre più dalla società come una cosa normale… Da Vescovi di Paesi del Terzo Mondo sento sempre di nuovo come il turismo sessuale minacci un’intera generazione e la danneggi nella sua libertà e nella sua dignità umana… In questo contesto, si pone anche il problema della droga, che con forza crescente stende i suoi tentacoli di polipo intorno all’intero globo terrestre”.
Il secondo tema di riflessione ha riguardato l’Assemblea Speciale del Sinodo dei Vescovi per il Medio Oriente, iniziato con il viaggio a Cipro per la consegna dell’Instrumentum laboris ai Vescovi di quei Paesi lì convenuti. “Nel Sinodo lo sguardo si è poi allargato sull’intero Medio Oriente – ha ricordato il Papa -, dove convivono fedeli appartenenti a religioni diverse ed anche a molteplici tradizioni e riti distinti… Negli sconvolgimenti degli ultimi anni è stata scossa la storia di condivisione, le tensioni e le divisioni sono cresciute, così che sempre di nuovo con spavento siamo testimoni di atti di violenza nei quali non si rispetta più ciò che per l’altro è sacro, nei quali anzi crollano le regole più elementari dell’umanità. Nella situazione attuale, i cristiani sono la minoranza più oppressa e tormentata… Sulla base dello spirito della fede e della sua ragionevolezza, il Sinodo ha sviluppato un grande concetto del dialogo, del perdono e dell’accoglienza vicendevole, un concetto che ora vogliamo gridare al mondo. L’essere umano è uno solo e l’umanità è una sola. Ciò che in qualsiasi luogo viene fatto contro l’uomo alla fine ferisce tutti. Così le parole e i pensieri del Sinodo devono essere un forte grido rivolto a tutte le persone con responsabilità politica o religiosa perché fermino la cristianofobia; perché si alzino a difendere i profughi e i sofferenti e a rivitalizzare lo spirito della riconciliazione. In ultima analisi, il risanamento può venire soltanto da una fede profonda nell’amore riconciliatore di Dio. Dare forza a questa fede, nutrirla e farla risplendere è il compito principale della Chiesa in quest’ora.”
Infine Benedetto XVI ha parlato del suo viaggio nel Regno Unito, ricordando l’incontro con il mondo della cultura nella Westminster Hall, e la beatificazione del Cardinale John Henry Newman, ed ha solo citato i viaggi a Malta, in Portogallo e in Spagna, nei quali “si è reso nuovamente visibile che la fede non è una cosa del passato, ma un incontro con il Dio che vive ed agisce adesso. Egli ci chiama in causa e si oppone alla nostra pigrizia, ma proprio così ci apre la strada verso la gioia vera”. (SL) (Agenzia Fides 21/12/2010)
Links:
Il testo integrale del discorso del Santo Padre, in italiano
http://www.fides.org/ita/documents/Ud_Curia_20122010.doc

AFRICA/SUDAN - “Temiamo che l’LRA compia massacri a Natale e durante il referendum di gennaio” dice il Vescovo di Tombura-Yambo
Khartoum (Agenzia Fides)- “Vi sono almeno 4 villaggi nel Western Equatoria i cui abitanti vivono nella paura concreta di nuovi attacchi dell’Esercito di Resistenza del Signore (Lord’s Resistance Army)” dice a Fides S.E. Mons. Edward Hiiboro Kussala, Vescovo di Tombura-Yambo, nel sud Sudan. Diverse organizzazioni umanitarie hanno lanciato l’allarme nei giorni scorsi su possibili attacchi del gruppo di guerriglia di origine ugandese che agisce in un’area molto vasta che va dal sud Sudan al sud-est della Repubblica Centrafricana, passando per il nord-est della Repubblica Democratica del Congo.
“Temiamo attacchi sia durante il periodo natalizio sia ai primi di gennaio, quando si terrà il referendum sull’indipendenza del sud Sudan” dice Mons. Kussala. “In questo momento sta aumentando la preoccupazione della popolazione per possibili nuove violenze da parte dell’LRA. Sono state create delle milizie di autodifesa (i cosiddetti “Arrow Boys”), che sono però armate solo con archi e frecce”.
Mons. Julian Andavo Mbia, Vescovo di Isiro-Niangara, provincia dell’Equatore, nel nord-est della RDC, dice a Fides che nella sua regione “l’allarme lanciato nei confronti di possibili attacchi dell’LRA è una forma di prevenzione. Al momento non disponiamo di indizi concreti su attacchi effettivi dei guerriglieri ugandesi nella nostra diocesi”. Nel Natale 2008, in una serie di attacchi in alcuni villaggi nella provincia dell’Equatoria, i guerriglieri dell’LRA avevano ucciso circa 900 persone e rapito altre 700. (L.M.) (Agenzia Fides 21/12/2010)

AFRICA/COSTA D’AVORIO - Situazione ancora bloccata mentre l’Unione Europea adotta delle sanzioni contro Gbagbo
Abidjan (Agenzia Fides)- “La situazione politica è bloccata e le sanzioni decise dall’Unione Europea e dall’ONU sembrano avere l’effetto, almeno per il momento, di rafforzare la determinazione del campo di Gbagbo, a rimanere fermo nelle proprie posizioni” dice a Fides una fonte della Chiesa locale da Abidjan, la capitale amministrativa della Costa d’Avorio, dove continua il confronto tra il Presidente uscente Laurent Gbagbo (che afferma di aver vinto il ballottaggio presidenziale del 28 novembre) e Alassane Ouattara, Presidente riconosciuto dalla comunità internazionale (vedi Fides 16/12/2010). L'Unione Europea ha deciso il 20 dicembre di negare i visti d’ingresso nel territorio dell’Unione a Gbagbo e a 18 membri del suo entourage, tra cui sua moglie, mentre gli Stati Uniti e l'ONU stanno predisponendo sanzioni simili.
Dopo gli scontri tra i reparti dell’esercito (che è rimasto fedele a Gbagbo) e i sostenitori di Ouattara (tra i quali vi sono gli ex guerriglieri delle Forze Nuove, che controllano il nord del Paese), “la situazione è calma” riferisce la nostra fonte. “La popolazione di Abidjan ha ripreso lentamente la vita ordinaria, anche se le attività lavorative sono ridotte e la polizia presidia in forze le vie della città”.
Finora la crisi ha avuto un aspetto politico, ma gli attacchi contro alcune moschee denunciati da un’associazione di giovani musulmani rischia di introdurre anche un aspetto religioso, che i leader religiosi cristiani e musulmani hanno cercato di evitare. Secondo un comunicato pervenuto a Fides della “Convergence de la Jeunesse Islamique en Côte d’Ivoire" , "le forze dell’ordine hanno attaccato con gas lacrimogeni e razzi durante la preghiera di venerdì 17 dicembre, i luoghi santi ad Abobo, la Grande Moschea di Williamsville e la Moschea Fama Sylla di Grand-Bassam”. Secondo il comunicato vi sarebbero stati alcuni morti e diversi feriti.
“Occorre evitare che lo scontro politico assuma una dimensione religiosa, perché la crisi rischia di infiammare il Paese” conclude la nostra fonte. (L.M.) (Agenzia Fides 21/12/2010)

ASIA/IRAQ - Aumentare le misure di protezione, in particolare per le comunità religiose ed etniche
Roma (Agenzia Fides) – I cristiani di Mosul sono sempre più nel mirino di uomini armati che, secondo quanto riportato dagli organi di stampa iracheni, nel mese di novembre hanno ucciso almeno cinque persone. Notizie di omicidi e sequestri di cristiani di Mosul sono continuate a pervenire anche a dicembre. Decine di famiglie cristiane hanno lasciato Baghdad, Mosul e Bassora e hanno trovato rifugio nel Kurdistan iracheno. Sono diverse le testimonianze di cristiani iracheni fuggiti recente verso la Siria, a renderle note un'organizzazione cristiana, Comitato della Chiesa per i rifugiati iracheni ad al-Hassake. Nel documento, pubblicato dal Fondo Barnabas, un'altra organizzazione non governativa cristiana, si afferma che i cristiani delle città come Mosul “vivono serrati in casa”. Sono obbligati a prendersi lunghi periodi di assenza dal lavoro per i rischi che corrono, sia a Mosul sia nelle altre città. Le università e le scuole sono quasi del tutto prive di studenti cristiani. Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, in vista del Natale le autorità irachene hanno iniziato a costruire muri di cemento per proteggere le chiese di Baghdad e Mosul e sono stati introdotti severi controlli all'ingresso. I servizi religiosi sono stati ridotti per timori di attentati.
"Costruire muri intorno alle chiese è il segnale che il governo ha fallito nel garantire reale sicurezza" ha dichiarato Malcolm Smart, direttore del Programma Medio Oriente e Nord Africa di Amnesty International. L'ondata di attentati contro i cristiani di Mosul dall'invasione dell'Iraq nel 2003 ha ridotto considerevolmente la popolazione della comunità, che allora contava oltre 100 mila persone. Tra la metà del 2004 e la fine del 2009, sono stati registrati circa 65 attentati a chiese cristiane in Iraq. "Condanniamo con forza questi attentati contro civili iracheni e chiediamo al governo di aumentare le misure di protezione, in particolare per le comunità vulnerabili, religiose ed etniche" si legge nell'appello di Amnesty International inviato all’Agenzia Fides. Gli attentati sono aumentati dal 31 ottobre 2010, quando un gruppo armato prese in ostaggio 100 persone in una chiesa siro-cattolica, uccidendone 40, mentre le forze di sicurezza cercavano di liberarle. (AP) (21/12/2010 Agenzia Fides)

ASIA/CINA - La comunità cattolica cinese si prepara al Natale nel segno della carità e della promozione vocazionale
Shi Jia Zhuang (Agenzia Fides) – La fede, l’evangelizzazione, la carità, la solidarietà, la promozione vocazionale: su questi temi principali la comunità cattolica cinese del continente sta vivendo il suo cammino di prepararazione verso il Santo Natale. Diverse sono le iniziative e gli avvenimenti di questi giorni, di cui è pervenuta notizia all’Agenzia Fides, che disegnano un quadro generale di come i cattolici in Cina vivano l’attesa del Signore. Ne citiamo di seguito due.
Il 17 dicembre l’organismo caritativo cattolico cinese, Jinde Charities, per il sesto anno consecutivo ha organizzato la serata natalizia di beneficenza. Quest’anno i fondi raccolti, oltre ¥ 470,000 (equivalenti a € 60,000) saranno destinati agli orfani dell’Aids e agli anziani soli e poveri. Oltre 400 benefattori e collaboratori di Jinde Charities per lunghi anni, sono venuti da tutte le parti della Cina, inclusa Hong Kong, come anche dall’Irlanda e dagli Stati Uniti, per dare sostegno “al servizio sociale che Jinde Charities promuove con impegno e saggezza”, come ha affermato la moglie dell’Ambasciatore irlandese presso Pechino, signora Sigru Kelleher. I mass media locali hanno dato grande risalto alla serata, presentando anche l’opera caritativa della Chiesa cattolica. Inoltre il rappresentante dell’autorità locale ha confermato il contributo offerto dalla comunità cattolica ed ha ringraziato per questo impegno.
La diocesi di Fen Yang, nella provincia dello Shan Xi, ha voluto proseguire la promozione vocazionale che è stata uno dei motivi principali dell’Anno Sacerdotale appena concluso: nei giorni che precedono il Natale, la diocesi ha inviato un gruppo di suoi rappresentanti a visitare i familiari dei sacerdoti, delle religiose e dei seminaristi. Oltre a portare loro gli auguri per il Natale ed un sostegno concreto che consenta un sereno cammino nella vita consacrata per i loro figli/e, la visita è anche un’occasione per conoscere le loro difficoltà e necessità, perchè la diocesi nutre il massimo rispetto ed attenzione verso di loro. Sono stati anche invitati a pregare con il rosario per le vocazioni e per la santificazione della propria famiglia. (NZ) (Agenzia Fides 21/12/2010)

ASIA/TAILANDIA - In un centro di detenzione bambini, donne, anziani e malati in fuga dal Pakistan
Bangkok (Agenzia Fides) - Un gruppo di 85 persone sfollate provenienti dal Pakistan sono state prese in custodia dall'ufficio immigrazione a Bangkok. E' quanto si legge in un comunicato dell'Asian Human Rights Commission pervenuto all’Agenzia Fides. Il gruppo include 38 donne e 38 bambini, 26 dei quali minori di dieci anni di età, oltre a neonati, donne incinte, malati ed anziani. 17 di loro sono stati ufficialmente riconosciuti dalle Nazioni Unite come rifugiati. Il raid è stato organizzato dalle autorità tailandesi mentre cercavano di rimpatriare i rifugiati in Pakistan e Sri Lanka. Il centro di detenzione che li ospita è notoriamente sovraffollato e antigienico. Gli appartenenti a questo gruppo sono perseguitati per motivi religiosi in Pakistan, vivono in condizioni molto precarie, privi di qualsiasi reddito, sopravvivono grazie all'aiuto del Jesuit Refugee Service. (AP) (21/12/2010 Agenzia Fides)

ASIA/NEPAL - “Vivere per Dio, lavorare per il Nepal”: le scuole dei gesuiti continuano ad espandersi
Kathmandu (Agenzia Fides) - Sessanta anni dopo aver aperto la prima scuola in Nepal, i gesuiti continuano ad espandere l'apostolato educativo nel paese. E'stato infatti aggiunto un altro piano, il quarto, alla St. Xavier's School, la scuola che la Compagnia di Gesù dirige a Kathmandu. Secondo le informazioni inviate all’Agenzia Fides dalla Curia generalizia, lo scorso 3 dicembre, festa di San Francesco Saverio, durante la cerimonia di benedizione dei nuovi locali, il Vicario apostolico del Nepal, Sua Ecc. Mons. Anthony Sharma, anch'egli gesuita, ha detto: "Il colore rosso della mia stola ricorda i sacrifici di tanti sostenitori, genitori, insegnanti, studenti e gesuiti che hanno reso possibile realizzare sempre più pienamente il motto della scuola: Vivere per Dio, lavorare per il Nepal'". L'edificio è uno dei più grandi del suo genere in tutta la nazione. Nato come scuola riservata ai ragazzi, dieci anni fa ha iniziato ad accettare anche le ragazze. Nel 1999 i gesuiti hanno aperto altre due nuove scuole nell'Est del Nepal orientale, a 10 chilometri dal confine con l'India, frequentate dai figli delle famiglie più povere. E' prevista una ulteriore espansione dell'apostolato educativo nella regione della città di Pokhara, ad Ovest di Kathmandu, dove i gesuiti hanno recentemente acquistato diversi ettari di terreno. (SL) (Agenzia Fides 21/12/2010)

AMERICA/PERU’ - Mons. Cabrejos chiede ai candidati alla presidenza di favorire proposte per il bene del paese, a prescindere dall’ideologia
Lima (Agenzia Fides) – Il Presidente della Conferenza Episcopale Peruviana (CEP), Mons. Miguel Cabrejos, ha chiesto ai candidati presidenziali di non cadere nella "politica delle cose spicciole", ma di favorire le proposte che garantiscano lo sviluppo del paese. Tutti i candidati a governare il paese dovrebbero essere nella linea di cercare il bene comune, a prescindere dall'ideologia.
In una nota emessa dalla agenzia peruviana Andina, inviata all’Agenzia Fides, il Presidente della Conferenza Episcopale ha ribadito che i candidati alla presidenza devono essere uniti nelle questioni serie, nelle grandi responsabilità, non fermandosi alle cose spicciole né approfittando del momento politico, ma proporsi di fare delle cose che oltrepassino il periodo di un governo.
Mons. Cabrejos considera necessario che i candidati sostengano le politiche pubbliche della convenzione nazionale, specialmente l'ultima, finalizzata alla prevenzione delle catastrofi naturali. “L'idea è di coinvolgere i candidati alla presidenza perchè siano parte di tale politica, in quanto ci sono cose che dovrebbero oltrepassare il periodo di un governo” ha aggiunto. A questo proposito, ha detto che “invece di combattere, litigare e lanciare insulti, i candidati devono presentare piani e progetti, unendo gli sforzi per il bene del Perù”.
Attualmente in corsa per la presidenza del Perù ci sono, tra gli altri, Alejandro Toledo (candidato di Perù Posible), Luis Castaneda (Unità Nazionale) e Keiko Fujimori (Fuerza 2011). Le elezioni in Perù sono previste il 10 aprile 2011, hanno diritto al voto circa 20 milioni di peruviani. (CE) (Agenzia Fides, 21/12/2010)

AMERICA/BOLIVIA - Per i cattolici "la legge sull'istruzione non risponde alla realtà sociale del paese"
Cochabamba (Agenzia Fides) – I rappresentanti dei servizi educativi della Chiesa cattolica in Bolivia si sono pronunciati sulla promulgazione della legge sull'istruzione "Avelino Sinani e Elisardo Perez" promulgata dal Presidente Morales la mattina del 20 dicembre. Riuniti in Assemblea Nazionale, hanno espresso la loro posizione sulla nuova legge approvata durante una conferenza stampa: "Crediamo che questa sia la legge più importante fra le leggi che vengono proposte nel nostro Paese, perché formerà le nuove generazioni. Una legge dovrebbe tener conto delle preoccupazioni e delle aspirazioni della società e farle diventare un diritto per tutti. Da questo punto di vista ci dispiace che la legge ‘Avelino Sinani e Elizardo Perez’ non risponda a questa realtà sociale dello stato pluri-nazionale e discrimini ed escluda, favorendo alcuni a scapito di altri”.
La nota inviata all’Agenzia Fides dalla Conferenza Episcopale della Bolivia riferisce sugli aspetti della legge considerati positivi: la nuova istruzione tecnica e produttiva; l'ampliamento dell'istruzione prescolare a 2 anni obbligatori; la frequenza obbligatoria gratuita fino al baccalaureato (scuola media); la promozione delle culture dei popoli indigeni, delle comunità contadine, delle comunità interculturali e afro-boliviane (non considerate nella vecchia legge); l'uso delle lingue native; la promozione dell'istruzione per gli adulti. Bisogna però riconoscere che questi aspetti sono ormai parte del programma educativo della Chiesa cattolica.
Purtroppo le considerazioni negative di questa legge mettono in discussione lo spirito della stessa legge. Così, afferma il comunicato, “nel primo articolo si afferma che sono lo Stato e la Società i responsabili dell'istruzione, ma questo si contraddice nello sviluppo della legge. Una prova di questo è la chiusura della "Normal Catolica" e lo denunciamo come una perdita culturale e intellettuale per il paese”.
Nel primo capitolo si afferma che i genitori hanno il diritto di scegliere l'educazione per i loro figli. Tuttavia nel testo della legge esiste solo un tipo di istruzione, un programma progettato dal Ministero della Pubblica Istruzione (vedi Fides 10/12/2010). A questo riguardo il comunicato afferma: “Come Chiesa e come educatori cattolici crediamo che la vera educazione è soltanto quella che comprende la totalità dell'essere umano. Ecco perché la Chiesa parla di Educazione Integrale nelle sue tre dimensioni: culturale, intellettuale e spirituale. Per consentire alla persona di crescere in armonia, nessuna di queste tre dimensioni può essere lasciata da parte. In questo ruolo, l'insegnamento della materia di religione riacquista un significato particolare nella costruzione della personalità dell'alunno. Di conseguenza, riteniamo che i genitori, secondo la loro fede, hanno il diritto di scegliere l'educazione religiosa per i loro figli e figlie”. Il comunicato conclude affermando di voler contribuire positivamente al processo d’applicazione della legge e alla futura regolamentazione della stessa. (CE) (Agenzia Fides, 21/12/2010)


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