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Messaggio  Admin il Mer Ago 22, 2012 12:56 pm

FONTE: MISSIONE OGGI

Trasmettere futuro

di Mario Menin

"Capaci di futuro?" è il titolo-domanda del Convegno di Missione Oggi 2012 (4-5 maggio), cui hanno cercato di rispondere, da differenti punti di vista e in modo diverso, artisti, relatori e testimoni, di cui questo numero speciale della rivista raccoglie i contributi. Di fronte ad un pianeta al collasso, l'economista e sociologo Tonino Perna invita a pensare, elaborare, lottare per un ribaltamento delle politiche e degli obiettivi delle nostre società. Come? Ridisegnando la politica della sicurezza monetaria, energetica, lavorativa, alimentare, su scala globale; non solo, ma realizzando le "utopie concrete" che hanno cambiato il mondo nel Novecento (la nonviolenza, l'unione europea, il fair trade, un diverso rapporto produttori-consumatori). Dal canto suo, il teologo gesuita Francesco Occhetta individua nella dimensione morale la radice della crisi dell'Occidente, colpevole di sette grandi peccati, secondo Mustafà Ceric, Gran Mufti di Bosnia: "Benessere senza lavoro; educazione senza morale; affari senza etica; piacere senza coscienza; politica senza principi; scienza senza responsabilità; società senza famiglia". Per uscire dalla crisi non resta che sostituire i "senza" con altrettanti "con". Ma per questo c'è bisogno di uomini e donne "ponte", passeurs, in grado cioè di leggere i segni dei tempi e traghettarci nella crisi e oltre la crisi, come recita profeticamente il Concilio Vaticano II: "Si può pensare legittimamente che il futuro dell'umanità sia riposto nelle mani di coloro che sono capaci di trasmettere alle generazioni di domani ragioni di vita e di speranza" (Gaudium et spes). Per cambiare il mondo che non funziona umanamente, basterebbe far spazio, secondo la filosofa Annarosa Buttarelli, al punto di vista delle donne e alla parola profetica femminile: "Sono le donne pensanti il vero imprevisto di questo mondo, sono le donne pensanti che portano la vera novità". Fino a quando si rimuoverà o disprezzerà l'opera femminile del mettere al mondo e di provvedere quotidianamente ai bisogni materiali e affettivi, avverte ancora la filosofa, si continuerà a mettere "vino nuovo" in "otri vecchi" e si perderanno vino e otri, come racconta la nota parabola evangelica. Nonostante la situazione di minoranza in cui si trova la Chiesa in Medio Oriente e in Cina, sulla soglia di gigantesche sfide culturali e politiche, abbiamo udito parole di speranza dall'osservatorio turco di Claudio Monge (della comunità dei domenicani di Istanbul) e da quello cinese di Fabrizio Tosolini (missionario saveriano a Taipei). L'essere minoranza in Medio Oriente e in Cina o l'estrema fragilità di molte comunità cristiane in Europa possono essere vissute come una benefica sollecitazione a convertire la propria immagine, riscoprendo la passione evangelica per tutti, l'interesse sincero per l'altro, senza cadere nella tentazione di diventare "sette" incapaci di ospitalità e di dialogo. Solo così i cristiani trasmetteranno futuro al mondo, se manifesteranno interesse per la vita delle donne e degli uomini del nostro tempo piuttosto che per la riproduzione delle proprie tradizioni e istituzioni. È il contagio dell'interesse dei trappisti di Tibhirine per tutti e per ciascuno degli algerini che - forse - ha reso udibile il Vangelo da parte di alcuni abitanti di quel paese musulmano. Una buona notizia per una società come la nostra, europea, dove è sempre più difficile comunicare il Vangelo, nonostante venti secoli di cristianesimo.

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