Bernadete, saveriana brasiliana, ricorda la storia della sua famiglia

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Bernadete, saveriana brasiliana, ricorda la storia della sua famiglia

Messaggio  Admin il Mer Ago 22, 2012 12:52 am

FONTE: MISSIONARIE SAVERIANE

Un viaggio
Era il 1957 quando mio padre e mia madre, con otto figli ancor piccoli, dissero per sempre addio alla loro terra inaridita dalla siccità, lo stato del Pernambuco, nel nordest del Brasile, e fecero un viaggio di circa tremila chilometri fino al sud, allo stato del Paranà. Quanto questo distacco fosse loro costato, potevamo solo indovinarlo guardando gli occhi di nostra madre riempirsi di lacrime quando si accennava ai nonni lasciati lassù.
I miei genitori si misero a servizio di proprietari di terre di origine giapponese. Dopo una giornata di lavoro, spesso mio padre si alzava di notte per andare a spargere il diserbante e guadagnare qualcosa in più. Io nacqui là e dopo di me nacquero altri tre figli.
Un giorno giunse la notizia che i nonni materni erano morti. Con la piccola eredità, i miei genitori comprarono un pezzo di terra, ma era pieno di sassi e non rendeva. Lavorammo allora come mezzadri, poi mio padre riuscì ad avere dei terreni con l’impegno di pagarli a rate.
Al sorgere del sole, tutti andavamo nei campi. La sera, prima di andare a letto, pregavamo insieme il rosario e non mancava mai un’Ave Maria per le vocazioni. In casa nostra, solo mio padre sapeva leggere e le scuole erano troppo lontane perché potessimo frequentarle. Era lui che ci insegnava a leggere e a scrivere. Mio fratello Messias ed io fummo i primi ad andare a scuola.
Con l’aiuto di un libretto, nostro padre ci insegnava anche il catechismo. La domenica andavamo tutti a messa, percorrendo a piedi i sette chilometri che ci separavano dalla chiesa. Gli adulti si trovavano spesso con le famiglie del vicinato per pregare e conversare, mentre i bambini giocavano insieme.

Il mio viaggio
Quando avevo circa otto anni, nella parrocchia arrivarono dei preti per una missione popolare. Mio padre diceva che erano mandati da Dio e io li immaginavo scesi direttamente dal cielo. Un giorno, mio padre tornò dalla città con un libro, la vita di Teresa di Lisieux. Leggendolo, fui affascinata dalla sua donazione totale a Gesù, ma mi dicevo: “Mai potrò essere come lei, non ho studiato”.
Nel 1974, vi fu in parrocchia un’altra missione, con la presenza di una missionaria saveriana, Anna Chiletti. Mi colpì il suo modo di fare semplice e la sua serenità. Mi feci coraggio e le parlai. In quei giorni, a 57 anni, poco dopo aver pagato l’ultima rata dei campi, mio padre morì d’infarto.
Rimasi in contatto epistolare con Anna e conobbi anche Ines e Rosa, due saveriane brasiliane. Desideravo anch’io farmi missionaria, ero combattuta al pensiero di lasciare la mia mamma, ma sia lei sia i miei fratelli m’incoraggiarono.
Entrai fra le missionarie di Maria nel 1975. In quei giorni si trovava in visita il fondatore, p. Giacomo Spagnolo. Frequentavo le scuole serali ed egli, vocabolario alla mano, cercava di aiutarmi in matematica. Capivo poco, ma mi colpì la sua paternità e semplicità. Quando a notte tornavo da scuola, lo trovavo in preghiera. Ci esortava a leggere le vite dei santi: se loro ci erano riusciti, anche noi potevamo vivere da santi.
Avevo nostalgia di casa, ma i miei erano molto discreti, m’informavano che erano stati malati solo dopo che il problema era risolto. Nonostante le sofferenze passate e la malattia, mia madre amava la vita; aveva una devozione speciale a Gesù eucaristico. Ci lasciò a 66 anni.

Condividere il viaggio della vita
Mi sento fiera dei miei genitori e del popolo nordestino cui appartengo. Credo che la mia vocazione sia frutto della loro fede. Il viaggio che io ho osato fare, loro l’hanno osato prima e con più coraggio di me. Dal 1994, accompagno le giovani brasiliane che come me vogliono rispondere alla chiamata alla missione. Nel corso degli anni, ne ho viste tante partire per la missione, per condividere la fede secondo i caratteri tipici del nostro popolo: la gioia, la semplicità, lo spirito di lotta, la vicinanza alla gente. Attraverso loro, il viaggio continua e la Parola è annunciata.

Bernadete Izabel dos Santos
2012-07-31


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