Il piu' buono dei gelati (Paola Marelli)

Andare in basso

Il piu' buono dei gelati (Paola Marelli)

Messaggio  Admin il Mer Ago 22, 2012 12:11 am

FONTE: RIVISTA AFRICA DEI PADRI BIANCHI

Diciotto anni dopo il genocidio che sconvolse il piccolo Paese delle mille colline, un gruppo di donne ruandesi prova ad addolcire il futuro. Producendo e vendendo gelati

La città di Butare, capoluogo del Ruanda meridionale, è conosciuta per due motivi. Primo: è la capitale culturale del Paese in quanto ospita l'Università Nazionale, i college più prestigiosi, l'Istituto di ricerca scientifica e il National Museum. Secondo: è uno dei luoghi-simbolo del genocidio (800mila persone trucidate a colpi di machete in soli cento giorni), in quanto fu teatro nell'aprile del 1994 di terribili massacri compiuti dagli estremisti hutu nei confronti di migliaia di studenti dei campus, quasi tutti di etnia tutsi (il Memoriale del genocidio si trova a Gikongoro, non lontano dalla città). Da pochi mesi la fama di Butare si è addolcita grazie a un gruppo di imprenditrici locali che ha creato la prima, e sinora unica, gelateria del Ruanda.

Due amiche americane

«L'abbiamo chiamata Inzozi Nziza, che nella nostra lingua significa "Dolci Sogni"», spiega Odile Gakire Katese, detta Kiki, responsabile della cooperativa di donne che gestisce l'attività. «Può sembrare superfluo aprire una gelateria in un Paese che ancora deve fare i conti con la povertà e le cicatrici di atroci violenze. Ma vi assicuro che un buon gelato può avere un formidabile effetto terapeutico. Perché strappa un sorriso a chi lo gusta e regala momenti di piacere facendo dimenticare il brutto della vita».

Kiki è un'artista: adora il ballo e le percussioni. Nel 2008 è volata a New York per frequentare una scuola di musica. Lì ha fatto amicizia con due ragazze americane, Alexis Miesen e Jennie Dundas, proprietarie della più rinomata gelateria di Brooklyn, la Blue Marble (bluemarbleicecream.com). «Quando ho scoperto il loro grazioso locale, ho subito pensato che avremmo potuto lanciare un'impresa analoga in Ruanda», racconta Kiki. «Alexis e Jennie hanno accettato con entusiasmo di sostenere la mia idea. Tramite la loro organizzazione Blue Marble Dreams hanno raccolto i soldi per avviare l'attività e procurato i macchinari necessari per la lavorazione». Non solo. Le due gelataie statunitensi hanno accettato di recarsi nel cuore dell'Africa per insegnare i segreti del loro mestiere. Infine si sono occupate di arredare la nuova bottega di Butare.

Solo ingredienti freschi

Gli ostacoli non sono mancati: tasse d'importazione pazzesche, tempi e costi di trasporto sfibranti, lentezze burocratiche, mancanza di formazione. A sostegno del progetto è intervenuta la rete non profit Bpeace, che soccorre le donne africane vittime di conflitti, aiutandole ad avviare delle attività imprenditoriali. «I loro istruttori sono venuti in Ruanda per insegnare a gestire la gelateria», spiega Nikki Grey, volontaria americana. «Per un anno le socie della cooperativa hanno seguito lezioni di management, contabilità, business planning, marketing, controllo qualità, assistenza e cortesia nei confronti dei clienti». Il tirocinio ha dato ottimi risultati. A distanza di un anno dall'inaugurazione, gli affari del piccolo ice cream shop di Butare sono decollati. Una dozzina di donne vive grazie al reddito generato dalle vendite di coni e coppette. I gelati sono realizzati usando solo ingredienti naturali e biologici di produzione locale (ciò, ovviamente, garantisce introiti sicuri anche ai contadini che forniscono la frutta fresca e agli allevatori che procurano il latte).

«Nessuna donna a Butare aveva mai avuto un conto in banca», commenta con soddisfazione Kiki. «Oggi tutte le socie della gelateria possiedono un proprio libretto di risparmio. Con i soldi guadagnati possono sfamare i figli, rendersi indipendenti dai mariti. E guardare al futuro con fiducia e ottimismo». Se mai vi dovesse capitare di viaggiare in Ruanda, fate un salto a Butare - due ore di auto a sudovest della capitale Kigali - e gustatevi il più buono dei gelati.

Due giovani registi americani, Rob e Lisa Fruchtman, hanno da poco realizzato il documentario Sweet Dreams, che racconta la storia della prima gelateria ruandese e delle donne che l'hanno realizzata.



Admin
Admin

Messaggi : 218
Data d'iscrizione : 16.12.10

Visualizza il profilo dell'utente http://forummissionario.forumattivo.it

Tornare in alto Andare in basso

Tornare in alto

- Argomenti simili

 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum