NOTIZIE AGENZIA FIDES 15 MAGGIO 2012

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NOTIZIE AGENZIA FIDES 15 MAGGIO 2012

Messaggio  Admin il Mar Mag 15, 2012 9:43 pm

AFRICA/MALI - Stallo negoziale a Bamako mentre nel nord cresce l'insofferenza della popolazione per le vessazioni degli islamisti

Bamako (Agenzia Fides) - Attesa in Mali per la designazione del nuovo Presidente della transizione. "I mediatori della CEDEAO (Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale) sono stati 5 giorni a Bamako ma non sono riusciti a mettere d'accordo i diversi partiti per nominare il nuovo Presidente della transizione" dice all'Agenzia Fides don Edmond Dembele, Segretario della Conferenza Episcopale del Mali. Il 22 maggio finisce il periodo di governo ad interim, avviato in base all'accordo del 6 aprile raggiunto dalla giunta militare (che ha preso il potere con il golpe del 22 marzo) e dai partiti maliani, con la mediazione della CEDEAO. Presidente ad interim è Dioncounda Traoré che ha nominato come Premier Cheick Modibo Diarra (vedi Fides 18/5/2012).
"La CEDEAO vorrebbe che Dioncounda Traoré continui ad essere il Presidente della transizione, ma la giunta militare vorrebbe un'altra persona" dice don Dembele. La CEDEAO ha minacciato di reintrodurre le sanzioni imposte contro i golpisti il 2 aprile e poi sospese dopo l'accordo del 6 aprile.
"I mediatori della CEDEAO dovrebbe ritornare oggi a Bamako" dice a Fides don Dembele. "Ieri, i capi della giunta militare hanno tenuto una conferenza stampa nella quale hanno lanciato la proposta di tenere un grande raduno nazionale con tutte le forze sociali e politiche della nazione per designare il Presidente della transizione. Ma sembra che la CEDEAO non sia favorevole a questa proposta. I leader religiosi cattolici, protestanti e musulmani, continuano a mediare per cercare di trovare una soluzione alla crisi" aggiunge il Segretario della Conferenza Episcopale del Mali.
Per quanto riguarda il nord del Mali, in mano ad una serie di gruppi armati, don Dembele afferma che "lo scorso weekend lo Stato, insieme all'Alto Consiglio islamico e ad un'associazione di cittadini originari del nord che si trovano a Bamako, ha inviato viveri e medicinali alle popolazioni di Tomboctou, Gao e Kidal".
Nel nord sta aumentando la tensione sia per le divisioni tra i diversi gruppi armati che controllano l'area, sia per l'insofferenza della popolazione nei confronti delle vessazioni degli islamisti. "Un recente incontro tra i movimenti armati del nord per trovare un modo di gestire la regione sembra che sia fallito. Questo perché i gruppi hanno obiettivi diversi: c'è chi vuole imporre la sharia ed altri che lottano per l'indipendenza del nord. A Gao i giovani sono scesi in piazza per protestare contro l'imposizione della sharia che prevede la proibizione dei giochi (calcio e carte), della musica e della televisione".
In precedenza la distruzione di un importante santuario islamico a Tomboctou (gli islamisti sono infatti iconoclasti) aveva provocato le proteste della popolazione locale e delle associazioni musulmane: l'Alto Consiglio islamico ha formalmente condannato questo atto. (L.M.) (Agenzia Fides 15/5/2012)


AFRICA/SUD SUDAN - Il dramma degli espulsi, dei rifugiati e degli sfollati nel Sud Sudan

Juba (Agenzia Fides) - Mentre Sudan e Sud Sudan rimangono sul piede di guerra, stanno arrivando a Juba decine di migliaia di sud sudanesi espulsi da Khartoum, perché privi dei permessi di soggiorno.
Il 14 maggio è giunto nella capitale sud sudanese il primo gruppo di 164 persone, provenienti da Khartoum con un volo organizzato dall'Organizzazione Internazionale per i Migranti (IOM), su un totale di 12.000 persone che dovranno lasciare il Sudan nei prossimi giorni.
In Sudan vivono centinaia di migliaia di sud sudanesi che hanno perso il lavoro e non hanno permesso di soggiorno dopo la proclamazione dell'indipendenza del Sud Sudan, nel luglio 2011.
Tra loro vi sono pure diverse persone di ascendenza sud sudanese ma che sono nate nel nord Sudan e che quindi fanno fatica, in caso di espulsione, ad adattarsi a vivere nel loro nuovo Paese.
Il Sud Sudan dovrà farsi carico della sistemazione di queste persone, trovando loro alloggi e lavoro.
L'instabilità nella quale vivono alcune aree del Sud Sudan ha inoltre costretto alla fuga decine di migliaia di abitanti. Oltre agli sfollati interni, Juba deve farsi carico dei rifugiati provenienti dal Sud Kordofan, stato del nord Sudan ma la cui popolazione ha combattuto a suo tempo con i sud sudanesi contro il regime di Khartoum. Secondo fonti ONU sono 100.000 i rifugiati sudanesi accolti nel Sud Sudan. (L.M.) (Agenzia Fides 15/5/2012)


ASIA/SIRIA - Gruppi radicali islamici soffiano sul conflitto che contagia il Libano

Beirut (Agenzia Fides) - Gruppi radicali islamici soffiano sul conflitto siriano e vogliono contagiare il Libano: è l'allarme lanciato all'Agenzia Fides da p. Paul Karam, Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Libano. P. Karam, commentando i recenti scontri fra alawiti e sunniti in Libano, afferma: "Siamo molto preoccupati per due motivi: il flusso di rifugiati siriani continua nel Nord del Libano, inoltre il conflitto si sta propagando in Libano. Accade per interessi politici che calpestano i diritti umani, e per la fragilità del nostro paese, composito mosaico etnico-religioso. Si trova qui la componente determinante di movimenti fanatici islamici che soffiano sull'aspetto religioso, fomentando l'odio fra comunità". P. Karam ribadisce che "la violenza non ha mai risolto nulla: la strada per la riconciliazione è il dialogo, il rispetto dell'altro, il tenere a mente il bene del paese".
Sul conflitto in Siria, p. Karam dice: "L'invio di Osservatori Onu è un atto di responsabilità della comunità internazionale. Ma occorre che non siano strumentalizzati a livello politico da nessuna delle parti in lotta. Speriamo sia una missione all'insegna della verità, della credibilità e della trasparenza. Solo così può contribuire alla pace".
La situazione dei cristiani "resta molto preoccupante" afferma il sacerdote. "In Siria - ricorda - i fedeli hanno libertà di fede e di testimonianza pubblica non garantite in altri stati del Medio Oriente. Siamo preoccupati perchè i cristiani, in quanto minoranza, sono il bersaglio più facile. Confratelli sacerdoti siriani ci dicono che la situazione è drammatica: vi sono in campo forze che vogliono trasformare il conflitto in guerra di religione, e questo sarebbe una tragedia". (PA) (Agenzia Fides 15/5/2012)



ASIA/FILIPPINE - Suore "comuniste e ribelli": accuse dell'esercito alle religiose impegnate a Mindanao

Davao (Agenzia Fides) - Due religiose filippine, impegnate per la pace, la difesa dei popoli indigeni e del patrimonio naturale di Mindanao, sono accusate dai militari dei essere "comuniste e ribelli", fiancheggiatrici del gruppo guerrigliero "New People's Army" (NPA), che da decenni tiene in scacco con una insurrezione armata di matrice comunista il governo di Manila. Come appreso dall'Agenzia Fides, le vittime di una campagna diffamatoria di alcuni ufficiali dell'esercito filippino sono suor Stella Matutina OSB, monaca benedettina, e suor Julita Encarnacion, delle Suore dell'Assunzione di Maria. Le due religiose sono da tempo impegnate sull'isola di Mindanao in campagne di pace, giustizia, difesa dell'ambiente. Hanno criticato la vasta opera di sfruttamento minerario e delle risorse naturali, con cui multinazionali straniere, grazie ad accordi con il governo, depredano le ricchezze di Mindanao. Hanno denunciato la corruzione dei poteri locali. Sono a fianco dei popoli! indigeni e hanno alzato la voce contro l'impunità degli omicidi che attraversano l'isola, anche nel caso dell'uccisione del missionario p. Fausto Tentorio, del Pime. Hanno coordinato attività e manifestazioni della società civile e delle comunità cristiane a Mindanao. Ma, sopratutto, sono considerate "nemiche dell'esercito", perchè hanno denunciato la campagna di repressione compiuta dai militari nell'operazione contro-insurrezionalista "Oplan Bayanihan", avviata dal governo Arroyo e confermata dal governo di Benigno Aquino.
L'operazione prevede un massiccio stanziamento militare a Mindanao per contrastare i ribelli dell'NPA e scovarne i leader. Tali operazioni, però - denunciano le suore - implicano spesso abusi di potere, violazioni dei diritti umani, azioni violente contro civili e indigeni, uccisioni extragiudiziali di leader e attivisti locali, soprattutto attraverso le milizie paramilitari create e guidate dall'esercito. Le suore hanno anche promosso una petizione per il ritiro del contingente militare, affermando che "finchè le Forze Armate delle Filippine continuano a servire gli interessi delle grandi compagnie, la loro cosiddetta pace porterà solo più caos e sofferenze alle comunità povere".
Suor Julita Encarnacion fa parte di una associazione che riunisce numerosi missionari, chiamata "Missionari Rurali delle Filippine". Suor Stella ha creato nella diocesi di Mati il gruppo "Benedettini per la Pace" ed è la Segretaria dell'Ong "Panalipdan Mindanao", organizzazione di "difensori e avvocati dell'ambiente, del Creato e del patrimonio di Mindanao". In passato, con altri due membri del movimento, suor Stella è stata arrestata e interrogata per otto ore. I militari del 28° Battaglione di Fanteria, stanziato a Davao orientale, hanno detto che "suor Stella è una suora mascherata, in verità è un membro dell'NPA". Gli stessi leader del Battaglione avevano accusato anche p. Tentorio di essere membro dell'NPA.
Padre Angel Calvo, missionario Clarettiano da 40 anni a Mindanao, ricorda a Fides che "accusare preti, suore e missionari di essere ribelli comunisti era pratica comune ai tempi della Legge Marziale, per tutti coloro che criticavano il regime. Ora i tempi e il contesto sono molto diversi, gli accusatori sono certo leader militari locali. Ma i missionari non si spaventano, continuano a difendere i valori del Vangelo, i poveri e i deboli". (PA) (Agenzia Fides 15/5/2012)


ASIA/HONG KONG - Il Card. Tong a 800 neo battezzati: formazione, testimonianza e sostegno vicendevole per riaccendere la fede nella famiglia della Chiesa

Hong Kong (Agenzia Fides) - La formazione e la testimonianza della fede, il sostegno vicendevole per riaccendere la fede nella famiglia della Chiesa, sulle orme delle prime comunità cristiane: è l'incoraggiamento del Card. John Tong Hon, Vescovo di Hong Kong, rivolto a 800 neo battezzati della diocesi durante l'Incontro di Benvenuto ai neofiti svoltosi di recente. Secondo quanto riferisce Kong Ko Bao (il bollettino diocesano in versione cinese), quest'anno ci sono stati 3.400 battezzati durante la Santa Pasqua. Il Card. Tong ha evidenziato che "in vista dell'Anno della Fede, dei 50 anni del Concilio Vaticano II e dei 20 anni della pubblicazione del nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica, ci viene offerta l'opportunità di ripercorrere l'insegnamento del Concilio e il Catechismo per un maggiore impegno nell'evangelizzazione". Inoltre il Cardinale ha sottolineato che "l'attiva partecipazione alla vita della comunità, e l'adesione all'Associazione cattolica sono il modo mi! gliore per vivere la fede". Durante l'incontro, due rappresentanti dei neo battezzati hanno portato dei doni ai catechisti che li hanno seguiti lungo il cammino di fede che li ha portati al battesimo, in segno di gratitudine e anche come impegno a dare continuità a questo cammino. (NZ) (Agenzia Fides 2012/05/15)



AMERICA/PANAMA - Iniziate le celebrazioni per i 500 anni di fondazione della prima diocesi Americana

Panamá (Agenzia Fides) - L'Arcivescovo Primate di Santo Domingo, il Cardinale Nicolas de Jesus Lopez Rodriguez, ha presieduto domenica 13 maggio la celebrazione del 42.mo Incontro Eucaristico di Panama, come parte iniziale delle celebrazioni per il 500.mo anniversario della fondazione, in questo paese, della prima diocesi nel continente Americano, con il nome di "Santa Maria la Antigua", la prima diocesi in terra ferma. Alla celebrazione della Messa, nello stadio Rommel Fernandez della capitale, dove erano riuniti migliaia di fedeli cattolici accomunati dallo slogan "Con Maria camminando nella speranza", hanno partecipato anche l'Arcivescovo di Panama, Sua Ecc. Mons. José Domingo Ulloa Mendieta, O.S.A.; il Nunzio apostolico, Sua Ecc. Mons. Andrés Carrascosa Coso, e alcuni membri della Conferenza episcopale panamense.
Durante la sua omelia, il Cardinale Lopez Rodriguez ha ricordato come venne istituita la prima diocesi sulla terraferma, in territorio panamense, ed ha fatto notare che i festeggiamenti si prolungheranno lungo tutto il prossimo anno. Secondo la nota inviata all'Agenzia Fides, il Cardinale ha sottolineato anche che "l'America Latina è una regione con una ricchezza culturale che permette l'approccio dei popoli, lasciando da parte la sofferenza vissuta, pur sempre ricordandola". Parlando dell'evangelizzazione delle Americhe, ha detto inoltre che la fede di questa regione è sempre accompagnata dalla devozione alla Vergine Maria.
L'Arcivescovo di Panamá, Mons. José Domingo Ulloa, nel suo intervento davanti ai più di 20 mila fedeli che hanno riempito lo stadio, ha chiesto ai politici di "non agire con una morale ambigua, in quanto non deve esistere una doppia morale", invitando tutti a promuovere e a far crescere la cultura della partecipazione e il dialogo sincero, sempre con il rispetto agli altri.
La città di Santa Maria de la Antigua, che si trova nella zona della foresta della provincia di Darien, al confine con la Colombia, fu la prima diocesi sulla terraferma, eretta da Papa Leone X con la bolla del 9 settembre 1513. Il 15 agosto 1519, Pedrarias Davila fondò la città di Panama, che poi si sviluppò come centro commerciale e principale porto di scambio. Nel 1524 il secondo Vescovo della diocesi, Fray Vicente Peraza, spostò la sede della diocesi nella nuova città di Panama. La città fu poi distrutta dal pirata gallese Henry John Morgan nel 1671, ma gli spagnoli la rifondarono tre anni più tardi, circa 8 chilometri ad ovest di dove era stata fondata la prima volta. (CE) (Agenzia Fides, 15/05/2012)


AMERICA/ECUADOR - Contro la tratta degli esseri umani, flagello che colpisce più di 6 mila persone solo in Ecuador

Quito (Agenzia Fides) - Ogni anno circa 800 mila persone in tutto il mondo sono vittime della tratta di persone, un business in crescita che si basa sulla schiavitù, l'inganno o la violenza, ha riferito Hiroshima Villalba, Sottosegretario alle garanzie democratiche del Ministero degli Interni dell'Ecuador, mentre il Vice Ministro dell'Interno, Javier Cordoba, ha denunciato che in Ecuador le vittime sono più di 6 mila, e il 90% delle donne coinvolte subisce violenza sessuale.
Queste dichiarazioni sono state fatte durante la presentazione dell'Incontro Internazionale sulla tratta di esseri umani, in corso (14 e 15 maggio) a Quito, con il titolo "Incontro sulla tratta delle persone e sul traffico illecito di migranti", a cui partecipano specialisti di Costa Rica, Messico, Colombia, Perù, Bolivia, Stati Uniti e Paraguay.
Le autorità ecuadoriane hanno sottolineato che la Costituzione dell'Ecuador e il loro piano di sviluppo nazionale per il benessere, manifestano la volontà del paese di ridurre questa pratica illegale. Il governo dell'Ecuador ha anche firmato con il Perù un protocollo di frontiera binazionale per fornire assistenza completa alle vittime e ai sopravvissuti della tratta. L'iniziativa mira a proteggere da questi crimini le donne, i bambini e gli adolescenti nelle aree di El Oro, Loja e Zamora, in Ecuador, e Tumbes, alla frontiera nord del Perù.
Solo pochi giorni fa, il Vaticano ha insistito sull'importanza che Chiesa cooperi con le organizzazioni internazionali in materia di prevenzione, sostegno e riabilitazione delle vittime della tratta. "Mettiamo al servizio della lotta contro la tratta degli esseri umani tutta la nostra rete di religiosi nel mondo" ha dichiarato il Card. Peter Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace durante la conferenza mondiale su questo flagello tenutasi in Vaticano. Egli ha insistito anche sul lavoro comune della Chiesa, dei governi, delle istituzioni e delle organizzazioni umanitarie a livello globale, per affrontare il problema in modo efficace. Nella dichiarazione finale dell'evento si legge: "il problema sta diventando sempre più drammatico e reale, ed è il secondo crimine più redditizio internazionale, dopo il commercio illegale di armi". (CE) (Agenzia Fides, 15/05/2012)


AMERICA/MESSICO - I bambini non devono continuare a morire o a rimanere invalidi per la fame

Città del Messico (Agenzia Fides) - Non è più sostenibile che i bambini muoiano o rimangano invalidi a causa della fame. E' quanto emerge in un documento diffuso dall'Arcidiocesi di Mexico, che ha sede a Città del Messico, che propone alcune azioni per l'istituzione di un accordo nazionale per far fronte a questo dramma. Per risvegliare la consapevolezza sociale sui livelli di povertà e di disuguaglianza esistenti in Messico, la Chiesa cattolica ha appena pubblicato il suo secondo Rapporto nazionale "Dolor de la Tierra, Dolor de los pobres. ¡Actuemos ya!" nel quale mette in evidenza che "non è tollerabile che un quarto dei messicani convivano con la fame e la sete, e che i bambini non possano continuare a morire o a rimanere invalidi a causa della fame". "Né - continua il documento - è possibile che ci siano comunità dove oltre il 90% degli abitanti sono poveri. Non si può continuare a seguire una politica di sviluppo sociale che non va oltre le emergenze senza pensare ! a quello che è indispensabile per il vivere quotidiano della gente". La proposta dell'Arcidiocesi è di dare vita ad "un accordo nazionale che stabilisca le priorità per far fronte alla povertà e alla disuguaglianza, promuovere la mobilitazione e la concentrazione su accordi a livello comunitario, regionale e nazionale". Nel lavoro, coordinato dalla Caritas messicana, il responsabile della Commissione Episcopale della Pastorale Sociale (CEPS-Cáritas), Sua Ecc. Mons. Gustavo Rodríguez Vega, Vescovo di Nuevo Laredo, ha sottolineato che "esistono situazioni che richiedono nuovi atteggiamenti e nuove azioni da parte nostra, che non possono essere rimandate oltre". (AP) (15/5/2012 Agenzia Fides)



OCEANIA/PAPUA NUOVA GUINEA - Diacono e centrocampista: una vita per Gesù, in chiesa e sui campi di calcio

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - La fede in Cristo e il suo Vangelo sono sempre "la roccia per la sua vita", sia fra le mura di una chiesa, sia sull'erba di un campo di calcio: Christian Sieland, 32 anni, seminarista della Papua Nuova Guinea che sta compiendo gli studi a Roma, è stato ordinato diacono a Roma sabato 12 maggio. Come riferisce a Fides, per lui quello appena trascorso è stato "un week-end memorabile": nel giorno della sua ordinazione diaconale è stato anche dichiarato "miglior giocatore" del torneo della "Clericus Cup", competizione calcistica tra sacerdoti e seminaristi di Roma, giunta alla sesta edizione, che ha visto trionfare la squadra del Pontificio Collegio Nordamericano.
Christian ha gareggiato nella squadra del Pontificio Collegio Urbano, dove risiede, e si è distinto come uno dei migliori centrocampisti del torneo, anche se il suo team non ha raggiunto la finale.
Felice per l'inatteso riconoscimento ricevuto in mattinata alla Clericus Cup, nel pomeriggio del 12 maggio Christian è stato ordinato diacono in San Pietro dal Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, insieme con altri 16 studenti del Pontificio Collegio Urbano "de Propaganda Fide", mentre 4 diaconi sono stati ordinati sacerdoti. Gli ordinandi provenivano da Africa, Asia, America e Oceania,
Christian Sieland viene dalla diocesi di Chimbu e sta completando gli studi biblici. Dovrebbe essere ordinato sacerdote in Papua Nuova Guinea il prossimo anno. Christian è di origine tedesca, in quanto nato da un coppia di volontari laici cattolici, arrivati in Papua Nuova Guinea circa 50 anni fa. Il suo motto è "seguire Gesù e servirlo in Papua Nuova Guinea", dove non mancano chiese e prati sconfinati per il gioco. (PA) (Agenzia Fides 15/5/2012)


ATTI DELLA SANTA SEDE
AFRICA/REP. CENTROAFRICANA - Nomina dell'Arcivescovo di Bangui

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Il Santo Padre Benedetto XVI in data 14 maggio 2012 ha nominato Arcivescovo di Bangui (Centroafrica) il Rev. do P. Dieudonné Nzapalainga, C.S.Sp., Amministratore Apostolico della medesima Arcidiocesi.
P. Dieudonné Nzapalainga, C.S.Sp., è nato il 14 marzo 1967 a Mbomou, nella Diocesi di Bangassou. Dopo la scuola primaria, è entrato nel Seminario Minore Saint Louis di Bangassou e poi in quello Maggiore di Filosofia Saints Apôtres di Otélé, in Camerun, prima di continuare gli studi presso il Seminario Maggiore Spiritano Daniel Brottier, a Libreville, in Gabon. Ha emesso i primi voti nella Congregazione dei PP. Spiritani l'8 settembre 1993 e i voti perpetui il 6 settembre 1997. È stato ordinato sacerdote il 9 agosto 1998. Successivamente ha conseguito la licenza in Teologia al Centre Sèvres dei PP. Gesuiti, in Francia, ma è stato presto richiamato nella Repubblica Centroafricana dal suo Istituto per svolgere le funzioni di Superiore Regionale. Dopo l'Ordinazione sacerdotale ha ricoperto i seguenti incarichi: 1998-2005: Cappellano degli orfani della Fondazione d'Auteuil (Francia) e Vicario parrocchiale (St Jerôme/Marseille, Francia); 2005-2009: Superiore Regionale dei Padri Spir! itani (Centroafrica) e Parroco a Bangui; 2008-2009: Presidente della Conferenza dei Superiori Maggiori del Centroafrica; dal 2009: Amministratore Apostolico di Bangui.
L'Arcidiocesi di Bangui, eretta nel 1955, ha una superficie di 38.342 kmq e una popolazione di 1.043.000 abitanti, di cui 246.657 sono cattolici. Ci sono 25 parrocchie, 104 sacerdoti (54 diocesani, 4 fidei donum e 46 religiosi), 9 fratelli religiosi, 115 suore e 20 seminaristi maggiori. (SL) (Agenzia Fides 15/05/2012)


ATTI DELLA SANTA SEDE
AFRICA/REP. CENTROAFRICANA - Nomina del Vescovo di Berbérati

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Il Santo Padre Benedetto XVI in data 14 maggio 2012 ha nominato Vescovo di Berbérati (Centroafrica) il Rev. do P. Dennis Kofi Agbenyadzi, S.M.A., Superiore Regionale dei Padri della Società delle Missioni Africane nella Repubblica Centroafricana.
P. Dennis Kofi Agbenyadzi, S.M.A., è nato il 9 ottobre 1964 a Kadjebi-Akan, Diocesi di Jasikan, Volta Region, in Ghana. È di nazionalità ghanese. Dopo aver completato gli studi secondari, ha svolto il servizio civile nazionale. È entrato poi nella Società delle Missioni Africane, alla fine degli anni '80. Ha studiato la Filosofia nel Seminario diocesano di Accra, in Ghana (1989-1991); in seguito ha svolto l'anno di spiritualità a Cavali, in Benin, e subito dopo il tirocinio pastorale a Bèlèmboké, Diocesi di Berbérati, in Centroafrica. Successivamente ha completato gli studi di Teologia presso il Seminario Maggiore Interdiocesano di Anyama, ad Abidjan, in Costa d'Avorio (1993-1997). Ha emesso i voti perpetui il 29 giugno 1996 ed è stato ordinato sacerdote il 12 luglio 1997. Dopo l'Ordinazione, ha ricoperto i seguenti Uffici: 1997-1999: Vicario parrocchiale a Berbérati; 1999-2005: Parroco a Berbérati e Direttore delle opere di sviluppo per il popolo pigmeo; Membro del Consiglio ! Episcopale ed incaricato della gestione dei prodotti farmaceutici; 2004-2007: Assistente del Superiore Regionale; 2005-2009: Superiore della Casa di formazione a Bangui e Membro della Commissione diocesana per la Pastorale dei Migranti; dal 2007: Superiore Regionale dei Padri S.M.A. (rieletto nel 2010 per un secondo mandato).
La Diocesi di Berbérati, eretta nel 1955, ha una superficie di 45.000 kmq e una popolazione di 450.000 abitanti, di cui 110.000 sono cattolici. Ci sono 22 parrocchie, 33 sacerdoti (25 diocesani, 1 fidei donum e 7 religiosi), 4 fratelli religiosi, 26 suore e 16 seminaristi maggiori. (SL) (Agenzia Fides 15/05/2012)


ATTI DELLA SANTA SEDE
AFRICA/REP. CENTROAFRICANA - Nomina del Vescovo di Bossangoa

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Il Santo Padre Benedetto XVI in data 14 maggio 2012 ha nominato Vescovo di Bossangoa (Centroafrica) il Rev. do P. Nestor-Désiré Nongo-Aziagbia, S.M.A., Superiore della Comunità di Haguenau a Strasburgo, in Francia, e Superiore del medesimo Distretto dei Padri S.M.A..
P. Nestor-Desire Nongo-Aziagbia, S.M.A., è nato il 6 marzo 1970 a M'Baïki. Ha emesso la prima professione nel 1994. Ha studiato la Filosofia a Bangui (Centroafrica), nel Seminario Maggiore Nazionale Saint Marc, e la Teologia nel Seminario Maggiore SS. Peter and Paul, a Ibadan, in Nigeria. Successivamente ha conseguito una Licenza in Teologia Dogmatica presso l'Università di Strasburgo, in Francia, e sta concludendo il Dottorato presso la medesima Università. È stato ordinato sacerdote il 23 agosto 1998. Dopo l'Ordinazione sacerdotale ha assunto i seguenti incarichi: 1998-2004: Vicario parrocchiale e Parroco, Direttore delle vocazioni, Membro del Consiglio per gli Affari Economici e del Collegio dei Consultori nel Vicariato di Kontagora (Nigeria); dal 2004: Superiore della Comunità di Haguenau a Strasburgo, e del medesimo Distretto dei Padri S.M.A. Inoltre è Parroco moderatore della Comunità parrocchiale "Terre des missions" di Weitbruch, Gries, Kurtzenhouse, Niederschaeffolsh! eim e Harthouse, nonché Cappellano del Collegio dei Padri S.M.A di Haguenau.
La Diocesi di Bossangoa, eretta nel 1964, ha una superficie di 62.420 kmq e una popolazione di 612.000 abitanti, di cui 281.000 sono cattolici. Ci sono 15 parrocchie, 38 sacerdoti (33 diocesani, 5 religiosi), 6 fratelli religiosi, 16 suore e 28 seminaristi maggiori. (SL) (Agenzia Fides 15/05/2012)


ATTI DELLA SANTA SEDE
AFRICA/REP. CENTROAFRICANA - Nomina del Vescovo coadiutore di Alindao

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Il Santo Padre Benedetto XVI in data 14 maggio 2012 ha nominato Vescovo Coadiutore di Alindao (Centroafrica) il Rev. do Cyr-Nestor Yapaupa, del clero di Alindao, Vicario Generale della stessa Diocesi.
Il Rev.do Cyr-Nestor Yapaupa, è nato il 26 febbraio 1970, a Bangassou. Ha studiato Filosofia e Teologia in patria, nel Seminario Maggiore Saint Marc di Bangui. E' stato ordinato sacerdote il 18 marzo 2001. Incardinato prima della Diocesi di Bangassou, è passato poi alla Diocesi di Alindao, creata per dismembramento di Bangassou il 18 dicembre 2004. Dopo l'Ordinazione ha ricoperto i seguenti incarichi: 2001-2002: Accompagnatore dei gruppi vocazionali; 2001-2004: Vicario parrocchiale; dal 2003: Responsabile della Commissione Diocesana della Liturgia; dal 2004: Segretario diocesano dell'Insegnamento cattolico; dal 2005: Parroco della Cattedrale, Cappellano diocesano dell'Associazione di Santa Rita, Cappellano diocesano dei gruppi corali; dal 2006: Vicario Generale.
La Diocesi di Alindao, eretta nel 2004, ha una superficie di 18.475 kmq e una popolazione di 171.600 abitanti, di cui 63.000 sono cattolici. Ci sono 5 parrocchie, 13 sacerdoti (11 diocesani, 2 religiosi), 2 fratelli religiosi, 11 suore e 8 seminaristi maggiori. (SL) (Agenzia Fides 15/05/2012)


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