CAMMINANDO PER LE STRADE

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CAMMINANDO PER LE STRADE

Messaggio  Admin il Sab Mag 12, 2012 10:59 pm

FONTE: MISSIO GIOVANI

Carissimi, eccomi con un aggiornamento argentino. Il barrio-quartiere in cui vivo si chiama Altos de Podestà e fa parte della parrocchia Nuestra Señora de Castelmonte, nel municipio Tres de Febrero, che è uno dei tanti comuni della Provincia di Buenos Aires (in pratica uno dei paesi sorti nella cintura attorno alla capitale; per andare in centro bisogna viaggiare 25 minuti in treno e poi circa mezz’ora in metropolitana). Si tratta di un quartiere protegido, cioè recintato con un muro o con la rete e controllato da un servizio privato di vigilanza, pagato dagli abitanti del barrio. L’impatto arrivando è stato abbastanza forte perché mai avevamo visto un quartiere chiuso, con le guardie che ti chiedono di identificarti se non ti conoscono prima di lasciarti entrare. Il quartiere è composto da circa 2.000 case, piccole rispetto a quelle cui siamo abituati, quasi tutte a un piano solo, con un giardinetto davanti, rigorosamente vuoto e un cortile/giardino sul retro, con l’immancabile parrilla (griglia). Le finestre delle case sono quasi sempre chiuse, prima perché faceva caldo e all’interno si andava di ventilatore o aria condizionata, ora perché fa freddo.
Camminando per le strade si incontrano moltitudini di cani agguerriti, alcuni legati o rinchiusi, ma la maggioranza libera sui marciapiedi. L’impressione è di un quartiere abitato dal ceto medio, in cui la priorità principale degli abitanti è quella di fuggire alla insicurezza della città (di cui tutti parlano sempre) e di un tipico quartiere residenziale, di quelli da cui la gente va via alla mattina per andare a lavorare e torna a sera inoltrata per dormire. La differenza rispetto al resto della parrocchia è evidente: qui è tutto ordinato, non ci sono mucchi di immondizia, o rimangono per strada pochi giorni, i bambini possono girare liberamente in bici o andare ai giardini da soli. Dall’altra parte non ci sono servizi, salvo l’asilo, e i negozi sono in una stanza delle abitazioni, adibita a chiosco o fruttivendolo o panetteria. Perciò per qualunque necessità occorre recarsi da un’altra parte col treno o col pullman. In questo quartiere collaboriamo nelle attività pastorali (catechismo, visita alle famiglie, scout, oratorio, preghiere, ecc.), che si svolgono al pomeriggio/sera e nel fine settimana, mentre le attività con i poveri sono fuori dal quartiere (ancora non ho foto ma ovviamente non hanno niente a che vedere col barrio in cui vivo) e stiamo cercando di dedicarci ad esse al mattino. Le attività sono più o meno quelle di cui vi avevo scritto nella mail precedente; ve ne parlerò più approfonditamente nelle prossime settimane.

Sul sito www.cmdbiella.org potete trovare alcune foto delle strade e delle case, così potete farvi un’idea.

Per quanto riguarda la cronaca quotidiana, va tutto bene: sono ancora alle prese con la burocrazia argentina per ottenere i documenti per stare qua; stiamo sistemando alcune cose in casa (lavatrice antidiluviana che non funziona e simili); procedo con lo spagnolo (a volte mi ritrovo a pensare in spagnolo....); stiamo abbozzando nuove attività (per esempio ieri sera abbiamo invitato a cena i tre animatori del gruppo dei giovani, che da qualche mese non esisteva più, e proveremo insieme a rimetterlo in piedi; speriamo bene perché mi piacerebbe molto!) e procediamo con le nuove conoscenze.
Ora qua tutti sono preoccupati per il problema delle importazioni, che sono state bloccate dal governo e il lavoro di alcuni sta cominciando a risentirne, ma non sappiamo come si evolverà la questione.E voi come state?
Un abbraccio a ognuno di voi
Valentina

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