FIACCOLATA AL COLOSSEO: SOLIDALI CON I CRISTIANI PERSEGUITATI

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FIACCOLATA AL COLOSSEO: SOLIDALI CON I CRISTIANI PERSEGUITATI

Messaggio  Admin il Sab Mag 12, 2012 8:32 pm

Roma, sabato 12 maggio 2012
La comunità ebraica di Roma e la Comunità Sant’Egidio hanno promosso un’iniziativa per dire no alla violenza contro i cristiani in tante zone del mondo, specialmente in Africa, Asia e Medio Oriente. Il 9 di maggio, dopo le ore 20:00, centinaia di persone si sono concentrate vicino al Colosseo. Tante fiaccole si sono accese e le luci del luogo più caratteristico di Roma si sono spente per dire ai cristiani perseguitati: “siamo con voi, non siete soli”.


Commentando l’iniziativa, Andrea Riccardi, fondatore della Comunità Sant’Egidio, ha detto: ''Le luci di questa sera significano che non accettiamo il silenzio e che non ci siamo abituati alla triste litania delle donne e degli uomini cristiani che vengono uccisi e terrorizzati''.
Riccardi, che è pure ministro della Cooperazione Internazionale e dell’integrazione del governo di Mario Monti, ha detto pure: ''Donne e uomini che vengono terrorizzati attraverso la violenza che entra nei luoghi di preghiera per operare una vera epurazione religiosa”. Fatto “terribile” che esige una risposta solidale ed efficace, anche da parte del governo italiano. Durante la celebrazione, il ministro ha condiviso la parola con altre grandi personalità della capitale: il rabbino capo Riccardo di Segni, il presidente della comunità ebraica a Roma, Ricardo Pacifici, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il presidente della comunità Sant’Egidio Mario Impagliazzo e altri.

Con questa iniziativa ''vogliamo esprimere solidarietà e vicinanza a queste comunità cristiane perseguitate e a respingere e condannare ogni forma di fanatismo ed estremismo religioso – ha spiegato il portavoce della Comunità di Sant'Egidio Mario Marazziti- perché “ogni giorno assistiamo a nuovi atti di terrorismo e di inaudita violenza contro le comunità cristiane nel mondo. Particolarmente grave è la situazione in Nigeria dove la violenza non ha risparmiato i luoghi sacri, uccidendo decine di fedeli inermi, tra cui donne, anziani e bambini''. Per il sindaco Alemanno, la fiaccolata è stata la una manifestazione di appoggio ad un diritto fondamentale e inalienabile: la libertà religiosa che “è fondamento ineludibile della dignità umana”.

Molto apprezzati sono stati gli interventi di Riccardo di Segni e Riccardo Pacifici. Quest’ultimo ha dichiarato: “Sappiamo che i cristiani in quei Paesi sono una presenza importante per l’aiuto che danno alle popolazioni in campo medico, sanitario, educativo. Con Sant’Egidio dividiamo il ricordo della Shoah e ci siamo intesi sempre per lo sforzo che fanno per far conoscere il mondo ebraico. Il Colosseo è poi un simbolo di persecuzione che noi e i cristiani abbiamo subito. Che le fiaccole di stasera aiutino a far riflettere”. Da parte sua, il rabbino capo di Roma lamentò: “Siamo stupiti dall’indifferenza che circonda questi avvenimenti di grandi proporzioni. Bisogna sollecitare l’intervento dei politici”. Per ultimo è intervenuta Regina Martins donna nigeriana che ha manifestato la preoccupazione che la Nigeria, sua terra natale, precipiti in una guerra civile a motivo dell’odio religioso ed ha auspicato una convivenza armonica tra musulmani e cristiani.

La celebrazione si è svolta vicino due luoghi simbolo: il Colosseo che ricorda lo sterminio di cristiani della prima ora e l’Arco di Tito, monumento che porta alla memoria un momento drammatico per il popolo giudeo: la distruzione del tempio di Gerusalemme ad opera dell’impero romano. La fiaccolata non ha avuto grandi proporzioni, ma è stata una voce che si è levata per dire basta e una luce di speranza per tanti credenti perseguitati a motivo della loro fede; un segno di comunione per dire loro: “non siete soli”.

Jorge Garcia Castillo, Combonipress

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