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Messaggio  Admin il Ven Giu 10, 2011 9:03 pm

News Agenzia Fides
EUROPA/ITALIA - A Pentecoste "mandato" ai giovani che partecipano alla GMG di Madrid

Roma (Agenzia Fides) - Sabato 11 e domenica 12 giugno, in occasione della solennità di Pentecoste, in molte diocesi italiane i Vescovi daranno il "mandato" ai giovani italiani che parteciperanno alla Giornata Mondiale della Gioventù (GMG) di Madrid: sono circa 80.000 quelli finora iscritti. Come ricorda un comunicato della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), il gesto intende ricordare che "la GMG è prima di tutto un pellegrinaggio, un evento di fede e di fraternità", che ha anche un suo valore missionario. Durante le giornate spagnole, in particolare durante le celebrazioni eucaristiche e la Via Crucis, saranno numerose le occasioni in cui si pregherà per il mondo intero, per la pace, per le grandi questioni dell'umanità. La preghiera e l'incontro fra giovani di diverse nazioni e continenti, genererà azioni concrete di solidarietà e di testimonianza. (SL) (Agenzia Fides 10/06/2011)



AFRICA/SWAZILAND - "Nello Swaziland un regime brutale e antidemocratico": l'allarme dei Vescovi dell'Africa australe

Mbabane (Agenzia Fides) - "Lo Swaziland è un Paese in subbuglio; un Paese lacerato dall'interno a causa delle azioni di un Capo di Stato indifferente e di un regime che diventa brutale di giorno in giorno". È il grido di allarme lanciato dal Cardinale Wilfrid Napier, Arcivescovo di Durban e portavoce della Southern African Catholic Bishops Conference (SACBC, della quale fanno parte i Vescovi di Sudafrica, Swaziland e Botswana) in un comunicato inviato all'Agenzia Fides.
Il comunicato è stato pubblicato al termine di una visita nello Swaziland di una delegazione della SACBC della quale facevano parte il Cardinale Napier; Sua Ecc. Mons. Buti Tlhagale, Arcivescovo di Johannesburg e Presidente della SACBC; Sua Ecc. Mons. Barry Wood, Vescovo Ausiliare di Durban e Sua Ecc. Mons. Giuseppe Sandri, Vescovo di Witbank.
Nello Swaziland vige lo stato di emergenza "imposto - ricorda il Cardinale Napier - il 12 aprile 1973, quando il Re Sobhuza II usurpò ogni potere legislativo, amministrativo e giudiziario con un decreto reale. Il decreto stabilisce che l'autorità suprema risiede unicamente nell'istituzione monarchica e nella persona del Re. Sono banditi tutti i partiti politici ed ogni attività politica".
Nonostante la Costituzione dello Swaziland garantisca i diritti inseriti nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, il fatto che il decreto del 1973 sia anch'esso inserito nella Carta Costituzionale "priva i cittadini dei loro diritti fondamentali: di espressione, di riunione e di associazione". "Questo - argomenta il Cardinale Napier - rende lo Swaziland uno Stato di polizia nel quale i partiti politici rimangono proibiti".
Tra gli eventi che dimostrano le gravi violazioni dei diritti umani, il Cardinale Napier, cita la soppressione violenta della manifestazione di protesta del 12 aprile di quest'anno, la morte "in circostanze misteriose" di due attivisti detenuti dalle autorità, la legge antiterrorismo del 2008 "utilizzata dal governo per ridurre al silenzio le voci critiche".
Il Cardinale Napier ricorda inoltre che lo Swaziland si trova di fronte ad una gravissima crisi sociale ed economica: registra la più alta percentuale di infezioni di AIDS/HIV del mondo (26% della popolazione), ha la più bassa speranza di vita del mondo (32 anni), un tasso di disoccupazione del 40%, il 70% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, con meno di 6 dollari al giorno.
I Vescovi dell'Africa australe lanciano quindi un appello all'Unione Africana ed alla Comunità di Sviluppo dell'Africa meridionale (SADC) perché "si esamini in maniera critica ed onesta se la Costituzione dello Swaziland sia conforme alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e se il processo elettorale sia in linea con le procedure del Protocollo elettorale della SADC". (L.M.) (Agenzia Fides 10/6/2011)

Links:
La Dichiarazione del Cardinale Napier (in inglese)
http://www.fides.org/eng/documents/11-06-09_WFN_Turmoil_in_Swaziland.pdf



AFRICA/TUNISIA - Si registra "una timida accelerazione delle pratiche per trasferire i rifugiati accolti in Tunisia in altri Paesi" dice don Mussie Zerai

Tunisi (Agenzia Fides) -" I rifugiati sono stati trasferiti dal campo dove nei giorni scorsi erano state bruciate alcune tende ad un altro, su una collina nei pressi di un distaccamento dell'esercito tunisino" dice all'Agenzia Fides don Mussie Zerai, sacerdote eritreo, Presidente dell'Agenzia Habeshia per la Cooperazione allo Sviluppo, i cui membri assistono i rifugiati fuggiti dalla Libia che sono stati accolti nel campo di Choucha, a circa 25 km dalla città di Ras Ajdir, in Tunisia. Tra il 21 e il 23 maggio nel campo si erano verificati degli incidenti tra rifugiati di diversa nazionalità e la popolazione locale. Diverse tende erano state date alle fiamme mentre 4 persone avevano perso la vita (vedi Fides 26/5/2011).
"Si sta muovendo qualcosa anche sul fronte delle pratiche per il loro trasferimento nei Paesi che si sono dichiarati disposti ad accoglierli. Questo dipende anche da quanto personale l'UNHCR (Alto Commissariato ONU per i Rifugiati) invierà per sbrigare le operazioni burocratiche" dice don Mussie Zerai che si dimostra comunque fiducioso, anche perché "mi è stato detto che nei prossimi giorni l'Alto Commissario ONU per i Rifugiati si recherà nel campo. Vediamo se questa visita contribuirà a sveltire gli incartamenti". Dopo il rimpatrio delle persone che non avevano titolo per chiedere lo status di rifugiato politico, nel campo sono rimasti rifugiati di nazionalità eritrea, etiopica e somala, oltre ad alcuni sudanesi del Darfur. (L.M.) (Agenzia Fides 10/6/2011)



AFRICA/GUINEA BISSAU - Plauso della Chiesa per la legge sull'abrogazione delle mutilazioni genitali femminili

Bissau (Agenzia Fides) - "Desidero ringraziare il Parlamento per l'approvazione della legge contro le mutilazioni genitali femminili nel nostro paese. E' un segnale di grande impegno a difesa dei gruppi più vulnerabili della nostra società" ha dichiarato il Vescovo di Bissau, Sua Ecc. Mons. José Camnate, in una nota inviata all'Agenzia Fides dalla Curia di Bissau. Del provvedimento si discuteva dal 2000, ma non si era mai arrivati ad alcuna soluzione definitiva, sottolinea la nota. Secondo Mons. Camnate, probabilmente saranno prevalsi alcuni valori che hanno spinto i deputati a cercare un modo sicuro per procedere e non permettere che sui diritti umani prevalgano le opinioni soggettive di alcuni gruppi. La Chiesa cattolica, in virtù della legge approvata, continuerà a collaborare con le autorità civili per garantire la tutela dei bambini. La legge è stata approvata con 64 voti a favore, 3 astensioni ed 1 voto contrario, e prevede pene da uno e cinque anni di carcere per! chi pratica la mutilazione genitale femminile. (AP) (10/06/2011 Agenzia Fides)



AFRICA/SUDAN - Assistenza sanitaria per la popolazione costretta a fuggire da Abyei

Abyei (Agenzia Fides) - Intere città si sono svuotate e migliaia di persone stanno fuggendo dai combattimenti scoppiati nella regione sudanese di Abyei la notte del 20 maggio (vedi Fides 21,23,24,25,30/5/2011; 9/6/2011). La popolazione ha abbandonato le proprie case con poche cose al seguito e le condizioni di viaggio sono particolarmente dure ora che è cominciata la stagione delle piogge e le strade sono fangose. "Sia la popolazione di Abyei che di quella di Agok è sfollata ed è distribuita in differenti aree: vicino Turalei, Mayen-Adun e lungo la strada per Agok" si legge in un comunicato diffuso da Medici Senza Frontiere (MSF) di cui è pervenuta copia all'Agenzia Fides. Le équipe mediche dell'organizzazione stanno assistendo gli sfollati che fuggono dagli scontri avvenuti principalmente nella città di Abyei. MSF ha sospeso tutte le attività sanitarie di base in città, mentre nel proprio ospedale di Agok, a 40 Km a sud di Abyei, sono stati ricoverati 50 feriti degli s! contri avvenuti nel fine settimana. Un punto per la reidratazione è stato installato nell'ospedale di Agok. La maggior parte dei pazienti ricoverati ad Agok sono stati dimessi, con una razione di cibo terapeutico pronto all'uso per due settimane. L'ospedale continua a fornire assistenza medica di base alla popolazione. MSF sta inoltre installando una base a Turalei per supportare le attività chirurgiche nel centro sanitario locale. Sono state inviate a Turalei anche attrezzature mediche e generi non alimentari di base come ripari, zanzariere, sapone e coperture in plastica.
MSF fornisce assistenza umanitaria d'emergenza in Sudan dal 1979 e svolge attualmente 27 progetti in 13 stati del paese. Lavora nella regione di Abyei dal 2006, fornendo assistenza sanitaria di base nella città di Abyei, incluse cure prenatali e trattamenti per la malnutrizione. Nel 2010 le équipe di MSF hanno svolto 18.534 visite mediche ambulatoriali. I parti e i casi più gravi vengono mandati all'ospedale di Agok, che fornisce un vasta gamma di servizi, inclusi chirurgia, maternità, cure ambulatoriali e in degenza, è attivo un reparto di pediatria, uno per la tubercolosi e un centro nutrizionale per i bambini malnutriti. Nel 2010 sono state svolte 31.199 visite ambulatoriali. A gennaio 2011 è stata inaugurata una sala operatoria completamente funzionante. (AP) (10/6/2011 Agenzia Fides)



ASIA/PAKISTAN - Mobilitazione per Farah, la cattolica islamizzata a forza; come lei oltre 700 vittime ogni anno

Lahore (Agenzia Fides) - Sono oltre 700 ogni anno i casi registrati di ragazze cristiane sequestrate, costrette a sposare uomini musulmani e forzate alla conversione all'islam. E molti casi sfiggono a tale conteggio in quanto non vengono denunciati. Lo riferiscono all'Agenzia Fides fonti nella Chiesa locale, impegnate a contrastare tale fenomeno, oggi tornato alla ribalta per il caso di Farah Hatim, ragazza cattolica rapita, convertita e costretta a contrarre matrimonio islamico nella città di Rahim Yar Khan, nel Sud Punjab (vedi Fides 7,8,9/6/2011).
Sul caso è in atto una mobilitazione della comunità cristiana in Pakistan e della società civile, con l'intento di sensibilizzare le istituzioni: la "Commissione per i Diritti Umani del Pakistan", nota organizzazione non governativa fondata dall'avvocato Asma Jahangir, ha attivato i suoi canali, promuovendo una indagine sul caso. La Commissione pubblica un rapporto annuale e monitora il rispetto dei diritti umani nel paese. La Commissione "intende vederci chiaro" in un caso che rappresenta una "patente violazione dei diritti umani individuali", riferisce una fonte di Fides all'interno della Commissione. L'avvocato Asma Jahangir è personaggio di grande rilievo in Pakistan: è la donna Presidente dell'Associazione degli Avvocati presso la Corte Suprema, nota per l'impegno in difesa dei diritti umani e dei diritti delle donne, ed è una voce molto autorevole. Si spera che un intervento della Commissione possa contribuire a sbloccare la situazione, a far emergere le connivenze polit! iche e gli abusi commessi anche dai funzionari pubblici nella vicenda di Farah.
Il caso di Farah, intanto, ha già varcato i confini del Pakistan, in quanto è emblematico di una situazione insostenibile di violazione della libertà di coscienza e di religione, e tocca un punto caldo anche nei rapporti islamo-cristiani: quello delle conversioni. Sulla vicenda è informato il Congresso del Canada, che sta promuovendo una specifica iniziativa politica per sollecitare un passo del governo canadese verso il governo pakistano, mentre anche alcuni membri del Parlamento italiano intendono portare la vicenda all'attenzione delle istituzioni italiane ed europee. (PA) (Agenzia Fides 10/6/2011)



ASIA/INDIA - I giovani cristiani promotori di pace nel Nordest dell'India

Kohima (Agenzia Fides) - I giovani cristiani nel Nordest dell'India amano la pace e vogliono essere promotori di pace, in un'area travagliata da conflitti etnici e tensioni sociali. Nella diocesi di Kohima (nello stato del Nagaland), grazie all'iniziativa di un sacerdote locale, padre C. P. Anto, opera il movimento cattolico "Peace Channel", che intende coinvolgere i giovani per "costruire una cultura di pace" nella regione. I giovani di "Peace Channel" agiscono da autentici "messaggeri di pace", nelle famiglie, nelle scuole, nei collegi, nelle comunità, nei villaggi. La loro missione e il loro impegno è "essere profeti di pace nella società".
Il movimento, spiega a Fides p. Anto, è nato "dopo aver visto da vicino, nella regione del Nagaland, la violenza e la morte, con la perdita di molte vite innocenti". Per questo è nata l'idea di riunire i giovani, portatori di grandi ideali e di tanta buona volontà, "e di renderli protagonisti nella promozione della pace e dell'armonia nel territorio, sensibilizzando i loro vicini, di tutte le etnie e religioni, in nome di valori come pace, riconciliazione, uguaglianza, fratellanza".
I giovani di "Peace Channel" seguono incontri formativi in cui approfondire la situazione del contesto in cui vivono, sulle differenze culturali, etniche, tribali e religiose, per poi mettere in atto adeguate strategie per "costruire ponti", anche sostenendo iniziative di sviluppo sociale, economico, culturale, nel campo dell'istruzione e dell'educazione ambientale.
"Peace Channel" organizza incontri di preghiera, veglie per la pace, seminari e convegni, ed è attiva anche nel campo del dialogo interreligioso, considerato come via efficace per costruire la pace. I giovani - conclude p. Anto - si fanno "ambasciatori di pace" nelle situazioni di tensione come i micro-conflitti fra gruppi tribali nella regione dell'India nordorientale, soprattutto coinvolgendo i loro coetanei e "contagiandoli con il valore della pace". (PA) (Agenzia Fides 10/6/2011)



ASIA/HONG KONG - Un rinnovato impegno per le suore che prestano servizio pastorale nella diocesi di Hong Kong

Hong Kong (Agenzia Fides) - Continuare a renderere gloria a Dio e santificare l'anima dell'uomo attraverso il servizio pastorale: è il rinnovato impegno assunto dall'Associazione delle suore che svolgono il servizio pastorale nella diocesi di Hong Kong (Hong Kong Diocesan Pastoral Sisters' Association) per il nuovo anno di attività. Secondo quanto riferisce Kong Ko Bao (il bollettino diocesano in versione cinese) durante il Seminario e l'Incontro dei membri dell'Associazione svoltosi di recente, l'Associazione ha anche eletto la Presidente (riconfermando suor M. Salome Moe, FMA) e la dirigenza. Tredici religiose che svolgono il lavoro pastorale nelle parrocchie, appartenenti a diverse congregazioni attive nella diocesi di Hong Kong, hanno preso parte all'incontro annuale, ed hanno anche partecipato al seminario di formazione che ha avuto per tema la liturgia e la sacra Scrittura.
Nella diocesi di Hong Kong, che conta oltre 357.000 fedeli locali e 173.000 fedeli stranieri residenti ad Hong Kong, sono attivi 28 istituti religiosi femminili, con 344 suore di origine cinese e 145 straniere. Le religiose gestiscono 70 tra scuole, asili e collegi con 73 religiose insegnanti professioniste. Le novizie sono 7 e 18 le canditate. Infine 31 religiose sono catechiste a tempo pieno, retribuite dalla diocesi. (NZ) (Agenzia Fides 10/06/2011)



AMERICA/NICARAGUA - "Non diamo suggerimenti concreti e non presentiamo critiche nostre, ma raccogliamo osservazioni durante le visite pastorali, dalla stessa gente del popolo" dice l'Arcivescovo di Managua

Managua (Agenzia Fides) - La Conferenza Episcopale del Nicaragua ha pubblicato il 31 maggio un messaggio in forma di catechesi sulla preghiera del Magnificat della Vergine Maria - ricordando la fine del mese mariano e l'Anno di preghiera per il Nicaragua - con il titolo "Una preghiera per i tempi nuovi". I Vescovi invitano a pregare con Maria, ricordando che il Magnificat è la preghiera dei poveri, in cui si ricorda la misericordia di Dio e che Dio è presente nella storia. Secondo i media locali, il messaggio dava anche voce alla coscienza di tutto il popolo riguardo alla situazione politica che sta vivendo il Nicaragua.
L'Arcivescovo metropolita di Managua, Sua Ecc. Mons. Leopoldo Brenes, in una intervista al programma televisivo "Esta Semana" di cui l'Arcidiocesi ha inviato copia all'Agenzia Fides, è tornato a commentare il messaggio dei Vescovi: "Vogliamo presentare questa preghiera come una catechesi, perché è proprio una catechesi. Come Vescovi la recitiamo ogni giorno alla fine della giornata nella Liturgia delle Ore, nella nostra preghiera della sera, e la vogliamo offrire a tutti". L'Arcivescovo di Managua ha aggiunto: "L'invito dei Vescovi non è una ricetta magica per il cambiamento della società, ma è una preghiera che fa eco alla voce del popolo che desidera vivere nella giustizia le proprie responsabilità riguardo al cambiamento sociale".
Sul momento politico che vive il paese Mons. Brenes ha detto: "Riguardo alle elezioni, si è creata un po' di tensione perché la candidatura di Ortega è stata una cosa fuori della norma. Anche se successivamente è stato lo stesso organismo responsabile, il Consiglio Nazionale delle elezioni, ad approvare questa scelta, molti hanno avvertito che si è cercato di fare qualche piccola modifica alla legge per giustificare questa candidatura".
L'Arcivescovo ha aggiunto: "Sarebbe stato meglio presentare un volto nuovo e, credo, anche più opportuno, ma vedremo come si procederà in futuro. Ci sarà una generazione di nicaraguensi che non avrà la possibilità di far parte dei quadri dirigenti di un partito. Giovani dai 30 ai 45 anni non avranno questa possibilità perché il gruppo politico che ci governa non si rinnova, è ormai molto anziano e continua a non lasciare spazio ai giovani. Tutti siamo utili, ma non tutti siamo indispensabili".
Riguardo alla situazione sociale del paese, Mons. Brenes ha evidenziato che il messaggio dei Vescovi è di speranza e intende promuovere la dignità della persona, non chiedendo un aiuto puramente assistenzialista. "Noi non diamo suggerimenti concreti su come agire e non presentiamo delle critiche nostre - ha detto l'Arcivescovo nell'intervista -. Noi presentiamo delle osservazioni che raccogliamo durante le nostre visite pastorali, dalla stessa gente del popolo che si lamenta e che si fida di noi. Stiamo preparando un'agenda ricca di eventi per pregare per il paese, e vogliamo che sia un invito al popolo e anche alla classe dirigente a pregare tutti insieme per la nostra nazione" ha concluso. (CE) (Agenzia Fides, 10/06/2011)



ATTI DELLA SANTA SEDE
AFRICA/NIGERIA - Dimissioni del Vescovo di Sokoto e nomina del successore

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - Il Santo Padre Benedetto XVI in data 10 giugno 2011 ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Sokoto (Nigeria), presentata da Sua Ecc. Mons. Kevin J. Aje, in conformità al canone 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico. Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Sokoto (Nigeria), il Rev.do Mons. Matthew Hassan Kukah, Vicario Generale nell'Arcidiocesi di Kaduna.
Il Rev. do Mons. Matthew Hassan Kukah è nato il 31 agosto 1952 in Kulu, Zango, nella Diocesi di Kafanchan. Dopo le scuole primarie, ha svolto quelle secondarie al Seminario Minore St. Joseph. Ha completato gli studi di Filosofia e di Teologia al Seminario Maggiore St. Augustine di Jos (1970-1976). È stato ordinato sacerdote il 19 dicembre 1976 per l'Arcidiocesi di Kaduna.
Dopo l'ordinazione sacerdotale ha svolto i seguenti Uffici e ulteriori studi: 1977-1978: Vicario parrocchiale a Kaduna; 1978-1979: Professore e Responsabile degli studenti al Seminario St. Augustine, Jos; 1980-1981: Master in Studi per la Pace al Università di Bradford, Inghilterra; 1981-1982: Rettore del Seminario Minore a Zaria; 1982-1986: Assistente speciale del Cardinale Dominic Ekandem, ad Abuja; 1987-1990: Dottorato (PH.D.) all'Università di Londra, Inghilterra; 1990-1993: Sotto-Segretario Generale della Conferenza Episcopale; 1994-2000: Segretario Generale della Conferenza Episcopale; 1999-2001: Membro della Commissione Investigativa Human Rights Violations del Governo Federale della Nigeria; 1999-2006: Consultore del Pontificio Consiglio per il Dialogo Inter-religioso, Vaticano; 2001-2003: Senior Rhodes Fellow all'Università di Oxford, Collegio San Antonio; 2003-2004: Master in Public Policy alla John F. Kennedy School of Government all'Università di Harvard, Stati Uni! ti;
Dal 2004 è Vicario generale dell'Arcidiocesi di Kaduna.
Inoltre, dal 2004 è Parroco alla St. Andrew's parish, Kakuri, Kaduna; da febbraio a luglio 2005 è stato Segretario della Nazional Political Reform Conference del Governo Federale della Nigeria; dal 2005: Chairman of the Ogoni-Shell Reconciliation del Governo Federale della Nigeria. Dal 2007 al 2009 è stato anche Membro del Comitato per la riforma elettorale nel Governo Federale della Nigeria.
La Diocesi di Sokoto, eretta nel 1964 e suffraganea dell'Arcidiocesi Metropolitana di Kaduna, copre un territorio molto vasto di 109.507 kmq, con 14.133.000 abitanti, dei quali circa 44.366 sono cattolici. Le parrocchie sono 17, i sacerdoti diocesani 32 e 7 i sacerdoti religiosi, 7 fratelli religiosi e 28 religiose. I seminaristi maggiori sono 39. (SL) (Agenzia Fides 10/06/2011)



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